<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:g-custom="http://base.google.com/cns/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0">
  <channel>
    <title>2340857</title>
    <link>https://www.santachiaratalsano.it</link>
    <description />
    <atom:link href="https://www.santachiaratalsano.it/feed/rss2" type="application/rss+xml" rel="self" />
    <item>
      <title>RSA, Casa di Riposo, Casa di Cura: Quali sono le differenze?</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/rsa-casa-di-riposo-casa-di-cura-quali-sono-le-differenze</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         RSA, Casa di Riposo, Casa di Cura: Quali sono le differenze?
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Quando una famiglia giunge alla decisione di inserire un proprio caro in una struttura per anziani, ha la necessita di comprendere a quale tipologia rivolgersi, prima ancora di andare a cercare quella più adatta alle proprie esigenze.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Esistono, infatti, vari tipi di luoghi di cura ed accoglienza per anziani. In base alla tipologia cambiano il tipo di prestazioni e la struttura stessa dell'ente. Per prendere una decisione serena e rivolgersi alla tipologia più adatta è necessario averne ben presenti le peculiarità e calibrarle in base alla situazione psicofisica della persona da inserirvi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Italia esistono tre tipologie di centri residenziali per anziani. Nella lingua comune si parla sempre di Casa di Riposo ma ciò non è corretto. La differenza sostanziale risiede nella tipologia di cure e di assistenza che vengono fornite. Ciò che le accomuna è che sono tutte strutture di accoglienza in cui opera personale medico ed assistenziale qualificato e che sono dedicate a ospiti appartenenti alla terza età. Vediamo insieme tutte e tre le tipologie ed analizziamone le peculiarità. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           RSA (Residenza Sanitaria-Assistenziale)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La RSA (categoria in cui si inserisce la RSA Santa Chiara di Talsano) è dedicata alle persone più avanti negli anni o comunque che non sono più autosufficienti. Si tratta di una tipologia di struttura a carattere prettamente sanitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per sostenere gli ospiti nelle loro difficoltà quotidiane, il personale della RSA presta assistenza medica, infermieristica ma anche finalizzata al recupero motorio, per esempio attraverso percorsi di fisioterapia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dato lo stato di salute degli ospita, nella RSA è garantita costantemente la presenza di medici e paramedici e nel caso specifico della RSA Santa Chiara anche la videosorveglianza H24. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I medici visitano regolarmente i degenti e sono reperibili su chiamata del personale assistenziale o dei parenti; gli infermieri, invece, coprono con turnazione tutte le 24 ore, in modo da poter prestare assistenza per qualsiasi necessità. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La RSA è un ricovero che ha quasi le caratteristiche di un ospedale unite a quelle di un luogo di soggiorno prolungato, in cui al malato è possibile creare rapporti di fiducia con il personale. In caso di necessità, il medico può chiedere per un paziente anche un sostegno di tipo psicologico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per i degenti che possono parteciparvi, sono organizzate attività ricreative finalizzate alla creazione di un clima di serenità ma anche alla stimolazione delle capacità di motricità fine e di tipo cognitivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se una RSA è privata, la retta è totalmente a carico del degente mentre se è pubblica, attraverso la mediazione degli assistenti sociali, è possibile ottenere la copertura totale o parziale di essa da parte della Regione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Casa di Riposo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La casa di risposo è una struttura di accoglienza per anziani completamente o in parte autosufficienti, di cui la famiglia (se ne hanno una) non è in grado di occuparsi. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E' un contesto di socializzazione e condivisione in cui l'anziano può trascorrere serenamente anche non pochi anni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Essendo gli ospiti della casa di riposo in condizioni di salute non precarie, è garantita l'assistenza infermieristica e la somministrazione di cure farmacologiche ma il personale medico visita regolarmente ma non costantemente la struttura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono organizzate regolari attività ricreative per tutti gli ospiti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per quanto concerne la retta, è regolata dalle stesse condizioni che abbiamo visto per la RSA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Casa di Cura
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il paziente della casa di cura può essere parzialmente autonomo ma soffre di patologie severe che ne diminuiscono le capacità fisiche o cognitive e che richiedono una costante vigilanza infermieristica e medica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le attività ricreative, seppure previste, tengono conto delle reali capacità degli ospiti presenti e sono calibrate su di esse. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Italia le Case di Cura sono quasi esclusivamente private e quindi il pagamento della quota è totalmente a carico del degente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/residenza-santa-chiara-talsano-037-01df7f29.jpg" length="1080693" type="image/png" />
      <pubDate>Wed, 10 Jun 2020 15:36:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/rsa-casa-di-riposo-casa-di-cura-quali-sono-le-differenze</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/residenza-santa-chiara-talsano-037.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/residenza-santa-chiara-talsano-037-01df7f29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Anziani: addio a influenza e polmonite coi vaccini</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/anziani-addio-a-influenza-e-polmonite-coi-vaccini</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Anziani: addio a influenza e polmonite coi vaccini
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;i&gt;&#xD;
    
          Vaccini utili in ogni età
         &#xD;
  &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Periodicamente si torna a parlare dei vaccini, dei loro pro e dei loro contro ma spesso lo facciamo senza attenzione ai dati reali ed alla ricaduta che le vaccinazioni hanno sulla popolazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si tende a concentrare l'attenzione sulle vaccinazioni in età infantile, che è obiettivamente quella in cui ne viene somministrata la maggior parte, occupandoci meno di quelle indirizzate agli adulti e, in particolar modo, agli anziani. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se le vaccinazioni hanno liberato la popolazione infantile da malattie terribili quali vaiolo, polio ma anche morbillo ed altre, esse svolgono un ruolo molto importante anche nella terza età poiché proteggono da patologie che possono dimostrarsi gravi ed anche letali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La scienza ci dice che la prevenzione è sempre preferibile alla cura poiché consente di diminuire le ospedalizzazioni e le conseguenze a lungo termine. Gli anziani sono una fascia debole della popolazione, che necessita di maggiore attenzione e su cui le conseguenze di patologie anche semplici possono essere importanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Sensibilizzarsi alla necessità di vaccinare
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla R.S.S.A. Santa Chiara (Residenza Socio Sanitaria Assistenziale per anziani non auto sufficienti) abbiamo una forte consapevolezza di queste problematiche e poniamo grande attenzione alle conseguenze che i nostri ospiti potrebbero subire in seguito ad alcune patologie. Per questo motivo, monitoriamo ogni caso intervenendo con i medici della struttura per caldeggiare le vaccinazioni più strategiche. Nella decisione vengono coinvolti, quando è possibile, il medico di base ma anche i parenti, in modo che l'ospite possa prendere una decisione meditata e condivisa in ambito famigliare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra tutte le patologie di cui possono soffrire i nostri anziani, due sono quelle per cui la vaccinazione appare davvero strategica e che sono raccomandate anche dal Ministero della Salute: l'influenza e la polmonite pneumococcica. Vediamo insieme perché. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           L'importanza del vaccino influenzale
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo i dati forniti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, soltanto in Italia ogni anno l'influenza uccide 8000 persone, di cui il 90% circa è rappresentato da persone di più di 65 anni. Spesso tendiamo a minimizzare le conseguenze dell'influenza ma dobbiamo considerare che, se essa agisce sul fisico di un anziano, può causarne di davvero gravi. Anche la sola ospedalizzazione e la perdita delle proprie routine può essere un fattore traumatico per un anziano, senza considerare tutte le altre conseguenze a livello fisico. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il vaccino, da eseguire all'inizio della stagione fredda, nella maggior parte dei casi scongiura l'avvento dell'influenza e nei restanti casi ne diminuisce sensibilmente le conseguenze, riducendola davvero ad un fastidioso malessere temporaneo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Scongiurare la polmonite pneumococcica
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'altro nemico degli anziani che può essere abbattuto con una semplice vaccinazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          è la polmonite pneumococcica. Al di là del momento segnato dal Coronavirus e dalla sue conseguenze, l'OMS stima che ogni anno nel mondo essa causa la morte di 1,6 milioni di persone. Per adesso la vaccinazione, sebbene si sia rivelata efficace, è poco conosciuta e quindi poco praticata. Le sperimentazioni eseguite in Olanda, invece, hanno dimostrato che il vaccino ha la capacità di ridurre de 45% le infezioni peneumococciche negli anziani over 65.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tutti noi sappiamo che tante polemiche sono sorte sulle possibili conseguenze nocive dei vaccini. Pur senza voler sposare una tesi o l'altra, crediamo doveroso rilevare quanto le vaccinazioni abbiano migliorato ed allungato la vita in ogni fascia di età. Per quanto concerne i più anziani, inoltre, crediamo sia doveroso prendercene cura nel modo più attento, evitando per quanto possibile che incorrano in patologie evitabili ma le cui conseguenze possono essere fatali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1576765608866-5b51046452be.jpg" length="228283" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 10 Jun 2020 15:32:45 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/anziani-addio-a-influenza-e-polmonite-coi-vaccini</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1576765608866-5b51046452be.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1576765608866-5b51046452be.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'anziano depresso è più a rischio ictus e infarto</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/l-anziano-depresso-e-piu-a-rischio-ictus-e-infarto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L'anziano depresso è più a rischio ictus e infarto
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Sappiamo che la terza età è una delle fasi più delicate della vita di una persona e che spesso l’elemento psicologico può influire in modo pesante sul suo stato di salute generale. Quando si affronta una malattia con lo spirito giusto, ci sono molte più probabilità di superarla rispetto ad un malato depresso e senza speranza. Se questa è una verità applicabile in tutti i casi è ancor più vero quando si affronta durante la terza età.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo uno studio realizzato da un team di scienziati presso l’Università di Edimburgo, esiste una stretta connessione tra la depressione ed alcune patologie come l’infarto e l’ictus. Questo significa che se un anziano è depresso, è molto più esposto a queste malattie mortali rispetto ad altri soggetti che non hanno disturbi dell’umore. Il disagio psicologico non va mai sottovalutato, perché può avere conseguenze dirette anche sullo stato di salute fisica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Depressione e vecchiaia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo studio realizzato ad Edimburgo non è un caso isolato, avendo interessato molti studiosi specializzati in geriatria. Secondo una ricerca elaborata in America per circa dieci anni e pubblicata sul Journal of the American Geriatrics Society, l’apparato cardio-vascolare e quello neurologico risentono in modo pesante dei problemi di umore. Durante lo studio sono stati presi in esame più di settemila persone di età superiore ai 65 anni che non avevano mai sofferto di demenza, ictus o malattie cardiache, ma solo di depressione. Nel primo incontro, oltre ad una verifica delle condizioni generali di salute, sono state effettuate analisi del sangue, ripetute ogni due anni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dallo studio è emerso che nel corso dei dieci anni, coloro che continuavano ad avere problemi di depressione erano sottoposti ad un rischio di infarto e ictus altissimo: dal 15% fino al 75% in più, man mano che gli anni passavano. Questo significa che un anziano depresso ha un rischio assolutamente maggiore di infarto e di ictus, che non deve essere assolutamente sottovalutato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Qual è l’origine del collegamento tra depressione e questo tipo di patologie
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cos’è che mette in relazione l’umore con il cervello, tanto da influenzarlo negativamente e portare alla morte? Perché la depressione peggiora le condizioni cardio vascolari?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo Carlo Altamura, professore all’Università di Milano e direttore generale dell'unità operativa del reparto di psichiatria dell'ospedale Maggiore Policlinico di Milano lo stato depressivo acuisce alcuni stati d’animo come il desiderio di morte, l’angoscia e la tristezza, che danneggiano l’intero apparato neurologico. I problemi di umore modificano i sistemi neuro infiammatori provocando un calo delle difese immunitarie, peggiorate dallo stato di salute precaria che normalmente si vive nella terza età. Una condizione fisica debole, dunque, unita ad uno stato psicologico costantemente abbattuto, provoca un generale malessere che colpisce la mente e il cuore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1530026405186-ed1f139313f8-0489c9cd.jpg" length="4459335" type="image/png" />
      <pubDate>Tue, 25 Feb 2020 16:30:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/l-anziano-depresso-e-piu-a-rischio-ictus-e-infarto</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1530026405186-ed1f139313f8.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1530026405186-ed1f139313f8-0489c9cd.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La dieta ideale contro l'alzheimer</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/la-dieta-ideale-contro-l-alzheimer</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La dieta ideale contro l'alzheimer
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Secondo un approfondito studio realizzato da un team di famosi geriatri inglesi, la salute mentale di un anziano passa attraverso una corretta alimentazione, un’attività fisica adeguata e un ambiente sereno dove sentirsi accolto e accudito.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una vita sregolata fatta di fumo, alcool e un’eccessiva sedentarietà, è dannosa per l’organismo e causa gravi problemi allo stato generale di salute in tutte le fasi della vita, ma maggiormente durante la terza età. Se il corpo mantiene efficienti le sue funzioni vitali, anche la mente reagirà in modo adeguato al fisiologico processo di invecchiamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Alzheimer e prevenzione: tanto sport e una corretta alimentazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Alzheimer, purtroppo, ha ancora molti punti oscuri per la medicina moderna e nonostante le somme stanziate per la ricerca, non vi sono stati, al momento, grandi risultati. In attesa di scoprire come contrastare questo terribile male che affligge molti durante la terza età, è bene seguire alla lettera i consigli che vengono dispensati per prevenire questo spaventoso mostro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il primo passo da fare è restare sempre in movimento; è bene dedicarsi a lunghe passeggiate a passo lento e all’aria aperta, in compagnia di persone che hanno lo stesso ritmo e le stesse esigenze, perché possa diventare un momento di svago e relax. Anche l’alimentazione riveste un ruolo fondamentale nell’anziano, che deve nutrirsi in modo adeguato, eliminando tutte quelle pietanze che causano disturbi all’apparato digestivo. Preferire quindi la dieta mediterranea, aumentare le proteine vegetali e ridurre al minimo i dolci da consumare preferibilmente a colazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una dieta equilibrata può sembrare una dura punizione per i golosi e per coloro che sono abituati a concedersi tanti piccoli vizi, ma è l’unica strada per vincere la battaglia contro i disturbi neurologici della terza età. Mangiare in modo sano darà presto buoni risultati: lucidità, vigore, voglia di fare tante cose anche a 90 anni, niente più sonnolenza e senso di stanchezza continua, ma un’efficienza che saprà stupire tutti. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ascolto e dedizione per prevenire ogni disturbo neurologico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Queste sono, in linea generale, le indicazioni fornite dai ricercatori inglesi per mantenere una mente attiva e prevenire l’Alzheimer. Ma per seguire tutti i consigli medici è necessaria una cura dell’anziano a 360°: attenzione, dedizione, accoglienza e controlli costanti per monitorare lo stato di salute fisica e neurologica; un impegno gravoso, che non è sempre possibile per i familiari. Per questo la R.S.S.A.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Santa Chiara (Residenza Socio Sanitaria Assistenziale per anziani non auto sufficienti) di Talsano
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          si è specializzata, negli anni, nell’accoglienza e nella cura dei malati di Alzheimer. Godendo della compagnia degli altri ospiti, seguiti da un organico altamente qualificato e con una lunga esperienza nel campo, l’intero team della struttura darà massima assistenza agli anziani colpiti da questo tipo di disturbo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1579705744735-6cd7bc9214b8.jpg" length="472873" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 25 Feb 2020 16:20:27 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/la-dieta-ideale-contro-l-alzheimer</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1579705744735-6cd7bc9214b8.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1579705744735-6cd7bc9214b8.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sonno e terza età: la cena anti insonnia</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/sonno-e-terza-eta-la-cena-anti-insonnia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Sonno e terza età: la cena anti insonnia
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Secondo la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, in Italia sono circa 10 milioni le persone che hanno problemi di insonnia, con una percentuale dell’80% tra le donne e del 70% tra gli uomini, soprattutto durante la terza età.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo uno studio effettuato dal SIGG, superati i 65 anni, si manifesta una maggiore difficoltà ad addormentarsi e a mantenere il sonno per un certo periodo; spesso le notti sono caratterizzate, di fatto, da continui e fastidiosi risvegli. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le cause del problema sono diverse per gli uomini e per le donne: nel primo caso, infatti, il disturbo nasce dall’esigenza di andare spesso al bagno, dunque si tratta di difficoltà fisiologiche, mentre per le donne l’insonnia nasce da ansie e preoccupazioni accumulate durante il giorno. Più spesso, però, il fattore scatenante è la cattiva digestione o il reflusso gastrico, provocato da una scorretta alimentazione serale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La cattiva digestione come prima causa dei disturbi del sonno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con l’avanzare dell’età, l’intero organismo dà molti segnali di debolezza: gli arti si stancano facilmente, le piccole ansie si amplificano e anche l’apparato digestivo non riesce più a sostenere i ritmi di una volta. La cena diventa una sorta di slalom tra ciò che soddisfa il palato e le portate che si riescono a digerire facilmente. Ad acuire il problema anche il fatto che dopo cena non si ha sempre la possibilità di passeggiare per favorire la digestione e anche il pasto più frugale diventa un macigno. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si dorme male, dunque, e ci si risveglia irritati e ancor più affaticati della sera precedente. Questa condizione di stanchezza cronica fa nascere la necessità di dormire non appena ci si siede su una poltrona a guardare la TV o a leggere un libro, penalizzando le buone abitudini quotidiane. Il senso di spossatezza e gli scarsi riflessi, inoltre, fanno aumentare la richiesta di caffè e tè per prendere energie, causando mal di stomaco ed eccitabilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una corretta igiene del sonno: gli alimenti che favoriscono il sonno nella terza età 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se i disturbi del sonno sono un fenomeno molto comune nella terza età, è anche vero che è possibile seguire piccoli consigli per migliorare la situazione, soprattutto da un punto di vista alimentare. È importante, infatti, consumare pasti leggeri, poveri di grasso e ricchi di sostanze che favoriscano la digestione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra gli alimenti da evitare assolutamente la sera ci sono il cacao, la cioccolata, il caffè e il tè perché altamente eccitanti, così come gli alcolici e le bevande frizzanti, che causano secchezza delle fauci e disturbo del sonno. Anche le fritture, i cibi piccanti e la menta causano difficoltà digestive, favorendo il fastidioso reflusso gastro-esofageo. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I cibi da preferire sono quelli con poco contenuto di sodio, tra i quali non rientrano sicuramente gli alimenti precotti, preconfezionati o pieni di conservanti. Meglio prediligere frutta secca e legumi, ricchi di un aminoacido fondamentale per la sintesi della melatonina e della serotonina, ormoni essenziali per regolare l’umore e il ritmo sonno-veglia. Via libera, se non ci sono problemi di diabete, alla frutta fresca che contiene zuccheri semplici e al miele, che favorisce l’assorbimento del triptofano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non tutti sanno, inoltre, che Madre Natura ha donato all’uomo alcuni vegetali che hanno proprietà sedative come il radicchio, la lattuga, la zucca, la cipolla, l’aglio e il sedano; alimenti semplici capaci di favorire un sonno sereno e duraturo. Anche bevande come la camomilla, la melissa e il biancospino hanno un effetto rilassante ma possono causare un'eccessiva diuresi durante la notte, per questo è meglio berne con moderazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1468174829941-1d60ae85c487.jpg" length="264367" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 25 Feb 2020 16:14:37 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/sonno-e-terza-eta-la-cena-anti-insonnia</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1468174829941-1d60ae85c487.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1468174829941-1d60ae85c487.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Depressione e alzheimer: trattali con una passeggiata al giorno</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/depressione-e-alzheimer-trattali-con-una-passeggiata-al-giorno</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Depressione e alzheimer: trattali con una passeggiata al giorno
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Sono ormai noti i molteplici benefici che l’attività fisica apporta al corpo e alla mente, in qualsiasi fase della vita ci si trovi. Secondo uno studio realizzato dall’Università svedese di Orebro, muoversi in modo regolare diminuisce i rischi di depressione e i disturbi legati alla terza età, come l’Alzheimer. Lo studio condotto in Svezia ha utilizzato un gruppo di adolescenti che soffrivano di depressione e di problemi di psicomotricità, facendoli allenare due volte a settimana per otto mesi. Al termine dell’esperimento i ragazzi sono stati confrontati con altri adolescenti con le stesse problematiche, riscontrando un netto miglioramento. 
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo sport aiuta, dunque e fare lunghe passeggiate all’aria aperta, così come andare in bicicletta ogni giorno, possono diventare una vera e propria forma di prevenzione contro malattie come la depressione e l’Alzheimer.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Via depressione e Alzheimer con mille passi al giorno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sappiamo tutti che allenarsi in modo costante rappresenta un vero e proprio toccasana per la salute, ma che avesse effetti benefici anche sulla mente è sicuramente meno noto. Eppure oggi un modo per combattere gli stati depressivi e malattie gravi come l’Alzheimer esiste e non si tratta di costose cure mediche né di sedute dallo psichiatra o dal geriatra, ma di semplice movimento. Il segreto per ottenere il massimo dei benefici dallo sport è la costanza, non conta quindi allenarsi per un periodo e poi interrompere, perché a lungo andare si vedrebbero svanire tutti gli effetti. Continuità e piccoli ma costanti progressi, questa è la formula per una mente sempre giovane. Lo sforzo quotidiano a lungo termine è la medicina più potente per l’uomo, che si impegna a superare i propri limiti lavorando per raggiungere un obiettivo. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo spiegherebbe anche le ragioni di uno studio condotto in Canada e in Brasile, dove sono stati utilizzati due ratti per sottoporli ad esercizio fisico costante, per circa tre mesi. Durante l’allenamento i ricercatori hanno verificato un miglioramento delle abilità mentali, ma interrompendo l’esercizio, lentamente anche le abilità sono diminuite fino a scomparire. Un triste ritorno allo stato iniziale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quello che è successo ai ratti è più o meno ciò che accade all’uomo quando si abitua ad un certo ritmo di allenamento fisico e poi si ferma. L’attività sportiva induce la mente ad impegnarsi in qualcosa di positivo e stimolante, tenendola sempre in attività. Per questo motivo si prediligono passeggiate in compagnia di un amico o ancor meglio se con un gruppo di coetanei con cui scherzare e vivere anche un momento di amicizia. Secondo un noto psichiatra, il professor Andrea Fagiolini dell’Università di Siena, tutte le occupazioni come lo sport, la musicoterapia e le attività che spingono all’interazione di gruppo, sono fondamentali per contrastare la depressione e l’Alzheimer. Unirsi agli altri per fare qualcosa di piacevole e benefico, consente di scambiarsi opinioni, spinge a non trascurarsi, obbliga all’interazione anche in caso di stati depressivi, apportando enormi risultati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come iniziare il percorso dei mille passi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prevenzione, dunque, ma anche cura durante le fasi acute della malattia. Non bisogna pensare che una volta entrati nel tunnel della depressione e dell’Alzheimer non ci sia più nulla da fare, perché anche nella fase intensa della malattia si possono ottenere buoni risultati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ciò che conta è cominciare e avere la spinta per continuare ogni giorno. Sarebbe perfetto svegliarsi il mattino presto e iniziare a passeggiare per un quarto d’ora e così, giorno dopo giorno, fino a raggiungere anche un’oretta circa di camminata lenta. Il ritmo giusto per mettere in moto il metabolismo e respirare aria fresca che riattiva le funzioni celebrali, aiutando l’anziano a reagire senza mollare. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se ci si trova in una casa di accoglienza per la terza età, è necessario trovare le competenze giuste per affrontare questo delicato disturbo.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La R.S.S.A. Santa Chiara (Residenza Socio Sanitaria Assistenziale per anziani non auto sufficienti)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          è specializzata nell’accoglienza dei malati di Alzheimer, avendo nel proprio organico figure ad hoc che hanno competenze speciali per aiutarli ed assisterli nel loro difficile percorso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1562797807-aa9baed9a414.jpg" length="462192" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 25 Feb 2020 16:01:58 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/depressione-e-alzheimer-trattali-con-una-passeggiata-al-giorno</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1562797807-aa9baed9a414.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1562797807-aa9baed9a414.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Depressione come primo segnale della demenza senile</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/depressione-come-primo-segnale-della-demenza-senile</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Depressione come primo segnale della demenza senile
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         La depressione può essere un disturbo molto comune nell'anziano e può avere varie caratteristiche. Si tratta inoltre di un fenomeno in forte crescita che colpisce una percentuale della popolazione anziana che varia tra l'1% e il 4%. Ha diversi sintomi tra cui tristezza, perdita di interesse, isolamento sociale e in molti casi può essere molto comune la tendenza del soggetto a lamentare dolori e quindi avere forti sintomi ipocondriaci.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Studi recenti hanno inoltre dimostrato che la depressione nell'anziano può essere un segnale premonitore dell'Alzhemeir e della demenza. I disturbi nell'umore per le persone della terza età possono insorgere sia come effetto di ricadute successive ad altri episodi depressivi vissuti nel corso della propria vita ma possono manifestarsi anche per la prima volta in seguito a situazione di forte stress come possono essere una malattia fisica o un lutto particolarmente sentito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Depressione come primo segnale della demenza: lo studio
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo studio guidato dal professore Osvaldo Almeida dell'University of Western Australia e pubblicato su Translational Psychiatry ha confermato la tesi secondo la quale la patologia depressiva rappresenta uno dei principali fattori di rischio che favoriscono l'insorgenza della demenza. In particolare lo studio è iniziato in seguito a tentativi di cure attraverso antidepressivi che non avevano alcun effetto sulla riduzione del rischio di demenza. La ricerca ha coinvolto circa 12.000 mila uomini con un'età compresa tra i 64 e gli 84 anni che vivevano a Perth nel 1996. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo alcuni anni i ricercatori hanno chiesto ai soggetti coinvolti di riportare episodi relativi a disturbi dell'umore. Lo studio, durato circa 9 anni, ha permesso di riconoscere nella depressione uno dei sintomi di un declino cognitivo. I ricercatori inoltre hanno specificato che episodi di depressione in età giovanile o durante la mezza età possono concorrere a modulare il pericolo di soffrire di demenza in età avanzata mentre quella che insorge in questa fase è invece un segnale tipico del processo neurodegenerativo. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per gli anziani malati di Alzheimer è fondamentale quindi un trattamento che colpisce non solo i sintomi comuni della patologia ma anche terapie specifiche per trattare i sintomi legati ai disturbi depressivi. La R.S.S.A. Santa Chiara (Residenza Socio Sanitaria Assistenziale per anziani non auto sufficienti) è specializzata nel trattamento di malati di Alzheimer e pertanto affidarsi ad esperti può sicuramente rappresentare una buona soluzione per controllare il problema.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Quando si manifesta il sintomo
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il docente di neurologia dell'Università di Genova Massimo Tabaton ha commentato la ricerca affermando che sebbene episodi depressivi durante la propria vita non necessariamente aumentano notevolmente il rischio di sviluppare la malattia, condivide l'esito della ricerca che indica la depressione come uno dei sintomi della demenza aggiungendo inoltre che tali segnali si possono presentare nella persona anziana già due o tre anni prima, specialmente nei soggetti che non hanno mai sofferto di depressione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo il professore il sintomo si presenta addirittura prima di uno dei più comuni segnali Alzheimer, ovvero la perdita di memoria. In particolare la zona del cervello colpita in questo processo di degenerazione è il lobo frontale, la parte che permette all'uomo di fare progetti. Tabaton specifica anche che la depressione che insorge come sintomo di demenza è diversa da quella pura ma che è complicato distinguerle a causa dei tanti fattori comuni. Ad esempio nei casi di depressione maggiore si registra anche una notevole riduzione della memoria, sintomo che è possibile trovare anche nell'Alzheimer.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia il professore afferma che è necessario, in entrambe le tipologie di depressione, iniziare terapie con antidepressivi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1504701954957-2010ec3bcec1.jpg" length="274573" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 08 Jan 2020 17:49:19 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/depressione-come-primo-segnale-della-demenza-senile</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1504701954957-2010ec3bcec1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1504701954957-2010ec3bcec1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’importanza delle attività per la terza età</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/limportanza-delle-attivita-per-la-terza-eta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L’importanza delle attività per la terza età 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Il raggiungimento della terza età può diventare una fase della vita difficile da affrontare, solitamente il passaggio dal lungo periodo di lavoro, impegno familiare e sociale sprofonda in una fase di totale inattività, che è proprio quella che vive l’anziano. Sentirsi inadeguato, in una società che mette al primo posto il lavoro e il profitto e vivere una condizione di fermo, può diventare davvero traumatico. Quello che bisogna comprendere ed accettare è che la terza età ha un valore grande e i familiari devono lavorare per l’integrazione e la comprensione. 
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sia che l’anziano viva in casa sia che venga accolto in una struttura adatta, spesso il senso di inutilità e solitudine prende il sopravvento portando uno stato di angoscia e tristezza. Cosa fare dunque per evitare questa caduta di interessi e di voglia di vivere? Come possiamo aiutarli a non sprofondare nella depressione? Il primo passo da compiere è quello di dare loro l’attenzione che meritano, ascoltandoli e stimolandoli. L’ascolto è essenziale per tenere attive le loro capacità celebrali perché li stimoli a ricordare e li eserciti alla continua comunicazione con i coetanei o con altre persone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La mente può essere stimolata anche attraverso attività educative specifiche, che comprendano esercizi ludico-cognitivi per riuscire a sollecitare la loro memoria e le funzioni mentali, attraverso:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - La promozione di eventi che favoriscano l’incontro con altre persone, per condividere esperienze comuni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Aiuto a raggiungere un buon livello di autostima, iniziando a percepire se stessi non più come un peso ma come dono capace di insegnare e trasmettere buoni valori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Implementazione di esercizi specifici per mantenere attiva la memoria e le abilità precedentemente acquisite.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Training quotidiano che si opponga al normale decadimento dovuto all’età.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quali sono le giuste attività da organizzare 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le migliori attività che devono essere organizzate per raggiungere gli obiettivi sopra elencati sono di varia natura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Vi sono ottime attività manuali come il disegno, la pittura, il ricamo e l’uncinetto. Questo tipo di esercizi ha un grande valore perché si svolgono in modo lento proponendosi di raggiungere un certo risultato entro un determinato periodo. Una volta raggiunto quel target, l’anziano si sente soddisfatto del lavoro compiuto, prendendo coscienza delle proprie abilità, decidendo in alcuni casi di donare il proprio lavoro ad un familiare. In alternativa si potrebbero raccogliere tutti i lavori eseguiti per organizzare una mostra di fine stagione dove vendere le loro opere d’arte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Il ballo, il canto di gruppo e le attività teatrali rientrano nelle attività ludico-ricreative da svolgere con altre persone. Tali occupazioni sono quelle maggiormente preferite nella terza età perché ricordano vecchie passioni di gioventù, coinvolgendo non solo il corpo ma anche il mondo delle emozioni. Un anziano ha bisogno di provare sensazioni positive, emozioni costruttive ed entusiasmo per attività piacevoli che ama svolgere. Per questo è necessario organizzare giornate a tema nelle quali si organizzi ogni volta una diversa attività affinché non si cada nella noia ma si trovi lo stimolo giusto per continuare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Un’importante occupazione è quella del confronto con il mondo esterno. È infatti facile che raggiunta una certa età, l’anziano tenda ad isolarsi dal mondo per timore di cadere, farsi male e non riuscire ad interagire con gli altri. Questa paura può diventare deleteria e va assolutamente contrastata organizzando uscite per andare al mercato a fare la spesa o al bar. Anche il centro commerciale può essere un’ottima alternativa per stare tra la gente, acquistare qualcosa e magari fermarsi per un caffè al bar. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Vi sono, infine, le attività che coinvolgono la memoria e le funzioni cognitive in modo più decisivo come i tornei di carte, i cruciverba o il memory. Occupazioni che stimolano la mente evitando di farli piombare nell’oblio, a patto che non siano eccessivamente difficili né lunghe, incorrendo in un calo di interesse. È possibile organizzare un’oretta di queste attività da svolgere da soli, prevedendo un piccolo confronto con gli altri, al termine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Costanza e adeguatezza sono le parole chiave
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tutte le attività sopra elencate sono adatte per un anziano, a patto che vengano svolte in modo continuativo e adeguato. Improvvisarsi un educatore per la terza età può essere rischioso e controproducente, è necessaria per questo formazione, competenza ed esperienza. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per questo gli anziani che vengono ospitati presso la R.S.S.A. Santa Chiara (Residenza Socio Sanitaria Assistenziale per anziani non auto sufficienti) sono costantemente stimolati, ma in modo adeguato e professionale. Ogni occupazione viene commisurata alla persona e alla situazione specifica che vive, alle sue inclinazioni e preferenze, affinché si senta stimolato nel modo giusto e spronato a socializzare senza isolarsi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1542571294-a95364a55157.jpg" length="235952" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 08 Jan 2020 17:45:42 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/limportanza-delle-attivita-per-la-terza-eta</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1542571294-a95364a55157.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1542571294-a95364a55157.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Perché per gli anziani è così importante l'intrattenimento</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/perche-per-gli-anziani-e-cosi-importante-l-intrattenimento</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Perché per gli anziani è così importante l'intrattenimento
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1563955764659-fb0b2725fc1e.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         È molto importante stimolare l’attenzione dell’anziano, per consentirgli di mantenere lucidità e farlo sentire accolto all’interno di un nucleo familiare o di una comunità esterna. Ogni anziano possiede un potenziale di ricchezza interiore ineguagliabile, per questo è necessario manifestare loro affetto e attenzione, valorizzando i loro pregi e impegnandoli in diverse attività ricreative. Si tratta di attività ludiche a tema, che riescano a catturare il loro interesse stimolandoli da un punto di vista relazionale.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
            L’importanza dell’intrattenimento nella vita dell’anziano
           
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Giungere alla terza età non significa cessare ogni attività e rimanere isolati nella propria condizione di vecchiaia. Questa fase della vita è un’opportunità per chi la vive e per le persone che li circondano. Organizzare attività ricreative come piccole sedute di ginnastica adatte alla loro condizione fisica o serate di ballo, significa mantenere fluida e attiva la loro capacità di movimento. Il ballo, in particolare, stimola non solo la muscolatura ma esige uno sforzo di concentrazione e abilità che produce adrenalina ed entusiasmo, linfa vitale per loro. Farli sentire integrati nella società e al passo con le attività che altri svolgono, consente di dar loro nuove energie allontanando stati depressivi e una condizione di solitudine che li porterebbe velocemente alla fine. Ginnastica dolce o sedute di ballo, piuttosto che partite con le carte da gioco sono attività che consentono loro di interagire e confrontarsi con persone della stessa età, che vivono i loro stessi disagi e sensazioni. Sappiamo, infatti, come il dialogo sia fondamentale per l’anziano, aiutarlo a non farlo sentire inutile ma prezioso, è l’atto di amore più importante che possiamo fare per loro. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
            Quali giochi proporre agli anziani
           
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           I giochi da proporre agli anziani sono davvero tanti al contrario di quello che si possa pensare, tanto che è stata creata una figura professionale ad hoc. Si tratta dell’animatore per anziani, ovvero una persona che sia dotata non solo di conoscenze professionali specifiche ma anche di grande sensibilità. Parliamo di un professionista che abbia la capacità di attrarre la loro attenzione riuscendo a coinvolgerli in giochi che riescano realmente ad appassionarli. Non una partecipazione passiva, dunque, né un senso di obbligo a far parte di una squadra per timore di sentirsi escluso, ma un coinvolgimento psicologico, fisico ed emotivo. Un modo per provocare emozioni vere nell’anziano, desiderio di parteciparvi per la voglia di stare in mezzo ai coetanei, condividendo piccole ma importanti attività.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Si tratta di giochi adatti alle loro capacità fisiche e psichiche, dunque attività che non causino stress o fatiche eccessive perché l’unico obiettivo da raggiungere è quello della socializzazione e del divertimento. È importante, dunque, non svolgere sempre le stesse occupazioni ma variare spesso, per consentire di scegliere quella più adatta alle loro inclinazioni incentivando l’impegno. Parliamo di giochi che riescano a creare un ambiente di allegria e serenità e che comportino un minimo impegno fisico, per migliorare la loro mobilità. Giochi che li aiutino a sforzare la mente per favorire le attività celebrali come la memoria, spesso indebolita dall’età e dall’inattività. Oltre al ballo si potrebbero organizzare serate di karaoke o giochi di società dove l’interazione e il dialogo sono messi in primo piano. Spesso è difficile trovare occupazioni che riescano a coinvolgere attività motoria, memoria e dialogo insieme; per questo vanno programmate diverse serate con giochi e occupazioni differenziate, per consentire massima partecipazione e scelta tra le più gradevoli e accattivanti.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Queste attività devono essere poste come fondamento dell’organizzazione delle case che accolgono gli anziani.
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            La R.S.S.A. Santa Chiara (Residenza Socio Sanitaria Assistenziale per anziani non auto sufficienti)
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , ad esempio, prevede nel proprio organico tali specifiche figure professionali, affinché i suoi ospiti vengano continuamente stimolati a socializzare e a praticare attività ricreative di vario genere.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1563955764659-fb0b2725fc1e.jpg" length="244883" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 08 Jan 2020 17:27:09 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/perche-per-gli-anziani-e-cosi-importante-l-intrattenimento</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1563955764659-fb0b2725fc1e.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1563955764659-fb0b2725fc1e.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Terza età: Il racconto come terapia</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/terza-eta-il-racconto-come-terapia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Terza età: Il racconto come terapia
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1472066719480-ecc7314ed065.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         È una tradizione antica come il mondo quella di ascoltare il racconto di anziani che parlano della loro vita o di tempi lontani, ormai andati. È grazie a queste storie che oggi conosciamo pezzi introvabili della nostra storia e comprendiamo meccanismi sociali ai quali, altrimenti, non daremmo senso.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Se pensiamo ai racconti biblici tramandati di padre in figlio, alle tradizioni popolari giunte fino a noi, comprendiamo il valore grande dell’evocazione e cioè il racconto di episodi di vita vissuta dove la storia si intreccia con il sociale e chi racconta, diventa un meraviglioso autobiografista.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nulla di più utile e prezioso, soprattutto in una generazione come questa, che conosce solo un modo frettoloso e superficiale di comunicare. Parlare della propria vita, partendo da questo punto, realizza quella che filosofi e sociologhi chiamano memoria autobiografica. Una metodologia in cui il protagonista, anche in modo frammentario, recupera parti di un puzzle di cui egli stesso è parte. Un vero e proprio viaggio che parte da un tempo indefinito e presenta punti riferimento come storie d’amore, guerra, matrimonio e esperienze vissute sulla propria pelle. Una visuale introspettiva che dona la speranza di rendere eterna un’esistenza, attraverso la forza del racconto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La forza degli anziani
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La grande forza degli anziani risiede nel bagaglio di esperienze vissute, dai problemi affrontati alle via di uscita che ogni volta sono riusciti a trovare, anche sbagliando. Ascoltando il loro racconto, ci si accorge che talvolta è frammentario e poco lineare, un insieme di eventi non collegati tra loro ma che possono essere lentamente riannodati. Molte volte un episodio è raccontato più volte ma con particolari diversi e questo perché più lo si racconta e più vengono alla memoria episodi specifici; ma anche perché il ricordo che viene a galla è influenzato dalle esperienze successive, dall’interlocutore e da quel preciso stato d’animo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quando si parla di racconto, allora, si fa riferimento ad una terapia in senso stretto, un modo per mettere al centro l’anziano, attivando la sua parte razionale che gli fa recuperare elementi storici, ma anche la sfera emozionale con tutto ciò che comporta. Un aiuto per chi ha bisogno di ricordare e di parlare di se per stimolare il proprio mondo interiore fatto di esperienze, sentimenti, delusioni e momenti di felicità. Questo succede soprattutto quando tra l’interlocutore e colui che si pone come ascoltatore, si crea un clima di fiducia e affidamento, un feeling fatto di comprensione, accettazione, serenità e calma. Solo quando ciò avviene, i ricordi sono meglio sollecitati e chi racconta trova lo spazio necessario e adeguato per aprirsi e raccontarsi, lasciando fluire liberamente le emozioni. La memoria riesce a riportare più facilmente a galla volti, parole, eventi e sentimenti che sembravano sopiti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Se non vi fossero tali racconti, non si potrebbe avere conoscenza del passato e di abitudini di vita di cui i libri non parlano o di modi di pensare che andrebbero dimenticati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Gli anziani che vivono presso la R.S.S.A. Santa Chiara (Residenza Socio Sanitaria Assistenziale per anziani non auto sufficienti) non sono soli e non possono vivere momenti di chiusura interiore, perché vi è possibilità di condividere i loro racconti, le storie vissute sulla propria pelle con altre persone sempre pronti ad ascoltarli. Questo perché l’anziano è avvertito come una ricchezza sociale, uno scrigno di segreti tutti da svelare, mettendosi in comunicazione con lui. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Non un seguire sterile, ma un ascolto attento, per dare un nuovo senso alle loro parole fatte di valori e insegnamenti che diventano una vera e propria risorsa. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Non si dimentichi che la terza età è l’inizio di una nuova fase della vita dove è possibile trovare ancore spunti di crescita. Ne è un esempio Donatello, che all’età di ottant’anni e affetto dal morbo di Parkinson, riuscì a realizzare il Pulpito della Chiesa di S. Lorenzo a Firenze, che noi tutti oggi ammiriamo con tanta meraviglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1472066719480-ecc7314ed065-d5c444e9.jpg" length="2142347" type="image/png" />
      <pubDate>Wed, 08 Jan 2020 17:23:18 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/terza-eta-il-racconto-come-terapia</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1472066719480-ecc7314ed065.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1472066719480-ecc7314ed065-d5c444e9.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il freddo è un serio pericolo per gli anziani</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/il-freddo-e-un-serio-pericolo-per-gli-anziani</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il freddo è un serio pericolo per gli anziani
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1506607418395-46946327c68d.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         La stagione invernale e in particolare il forte freddo possono essere particolarmente pericolosi per gli anziani. Una vera emergenza che può aumentare notevolmente il rischio di contrarre influenze o altre patologie. 
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A tal fine sono stati creati molteplici strumenti per ridurre la portata del problema. In particolare si è cercato di mettere in campo una serie di metodi di prevenzione che riguardano principalmente i più deboli come bambini, poveri, senza tetto o anziani. Proprio di quest'ultimi ci occuperemo in seguito, cercando di capire quali sono i possibili danni che possono subire con il freddo e quali sono nello specifico i metodi per difendersi. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Danni del freddo per gli anziani 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Molti sanno che il caldo eccessivo può essere molto dannoso per le persone della terza età e che talvolta può essere addirittura letale. Tuttavia non molti sanno che il freddo può avere conseguenze ancora più pesanti in termini di salute per gli anziani. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In particolare tra gli effetti più preoccupanti si registrano un aumento dei sintomi influenzali o un incremento del rischio di contrarre la polmonite. Essendo infatti più esposti a patologie respiratorie, dell'apparato muscolo scheletrico ma anche cardiocircolatorio, il freddo negli anziani può essere anche la causa di vasocostrizione. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Inoltre avendo un sistema di termoregolazione danneggiato dall'età, aumenta sensibilmente il rischio di ipotermia e di subire brusco calo della temperatura interna dovuto all'incapacità del corpo di reagire producendo più calore. La riduzione della massa magra, la sedentarietà o la malnutrizione possono essere dei fattori che portano ad inibire la produzione di calore. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ma i rischi non finiscono qui, infatti durante l'inverno per gli anziani aumenta anche il rischio di bronchiti e altre malattie che rendono quindi necessario provvedere ad adottare una serie di misure di prevenzione. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Prevenzione 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A fronte dei tanti danni che, come abbiamo visto, può provocare il freddo ci sono anche una serie di metodi che se messi in pratica possono rivelarsi degli ottimi strumenti di prevenzione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il primo tra questi rimane sempre la vaccinazione, come consigliato dal Ministero della salute e dalle linee guida dell'istituto superiore della sanità. Tuttavia ci sono anche molti altri fattori da considerare come ad esempio limitare le uscite dalla propria casa o da qualsiasi struttura in cui è ospitato l'anziano. Alla R.S.S.A. Santa Chiara (Residenza Socio Sanitaria Assistenziale per anziani non auto sufficienti) l'attenzione al rispetto di tale regola è una priorità, in modo da garantire al meglio la tutela della salute degli ospiti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Limitare le uscite solo per casi urgenti significa prevenire incidenti come cadute che con il freddo possono essere molto più frequenti. Solitamente i medici consigliano di evitare di uscire nelle ore più fredde o comunque di non fare particolari sforzi all'aria aperta. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un altro consiglio dei medici per prevenire malanni di stagione negli anziani è quello di vestirsi a strati e adottare sistemi di riscaldamento efficaci e capaci di mantenere la temperatura del proprio ambiente costante, soprattutto nelle aree rurali. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In particolare la temperatura ideale sarebbe quella intorno ai 20 gradi ed è inoltre consigliato tenersi lontano dagli spifferi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Infine, l'ultimo consiglio utile riguarda l'idratazione. La tendenza degli anziani è quella di bere poco, tuttavia è fondamentale invece assumere acqua regolarmente, in modo da essere sempre ben idratati, e seguire un generale un'alimentazione sana che preveda molta frutta e verdura.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1506607418395-46946327c68d.jpg" length="432444" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 13 Dec 2019 17:57:39 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/il-freddo-e-un-serio-pericolo-per-gli-anziani</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1506607418395-46946327c68d.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1506607418395-46946327c68d.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ricoverare un anziano in casa di riposo è un gesto di affetto</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/ricoverare-un-anziano-in-casa-di-riposo-e-un-gesto-di-affetto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Ricoverare un anziano in casa di riposo è un gesto di affetto
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/Af0sF2OS5S5gatqrKzVP_Silhoutte.jpg-2d9d279e.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Esistono delle strutture in cui la vita degli anziani viene messa al primo posto, al di là di ogni concetto retorico. Trattasi delle case di riposo, moderne strutture organizzate che si prendono cura di persone in età avanzata, come se fossero veri e propri membri della famiglia. Un valido esempio, in questo senso, viene rappresentato ogni giorno dalla R.S.S.A. Santa Chiara (Residenza Socio Sanitaria Assistenziale per anziani non auto sufficienti). Ubicato presso lo storico quartiere di Talsano della provincia di Taranto, il centro specializzato costituisce il fiore all'occhiello tra tutte le strutture presenti in Italia, aventi come scopo primario quello di dare sostegno, offrire nuova vitalità e solidarietà alle persone più avanti con gli anni. 
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Assistenza infermieristica e cure farmacologiche
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           “Persone come me (Gianni Onorio, fondatore della Residenza Santa Chiara, medico chirurgo specializzato in geriatria) che hanno sentito sulla propria pelle il bisogno di aiutare gli anziani, fornendo loro cure e attenzioni ogni giorno della settimana, possono capire cosa vuol dire tendere la mano al prossimo.” Con l'aiuto di un'equipe attrezzata ed altamente qualificata, la residenza si occupa di offrire assistenza infermieristica e cure farmacologiche 7 giorni su 7 per 24 ore al giorno. Facendo leva sull'entusiasmo, sulla voglia di fare e tanta professionalità ogni collaboratore ama farsi carico delle proprie responsabilità e aiuta il paziente nel raggiungere un primario obiettivo quotidiano che rimane quello di migliorare lo stile di vita in età geriatrica. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            La cura delle principali malattie dell'anziano
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           L'attività quotidiana eseguita dai membri dello staff della Residenza Santa Chiara passa attraverso varie fasi e abbraccia la causa di ogni paziente ricoverato. Il semplice fatto di affrontare con determinazione gravi patologie come l'Alzheimer, la demenza senile o il morbo di Parkinson, tutte rigorosamente di natura neurologica e che portano a gravi conseguenze psicofisiche, equivale per la persona che soffre, a percorrere una strada in netta discesa. Lo staff impiegato all'interno della struttura conosce ogni tecnica di riabilitazione, la mette in pratica ogni giorno e lavora in perfetta sinergia nell'esclusivo interesse di salvaguardare la salute degli altri.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Mens sana in corpore sano
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           La locuzione latina "mens sana in corpore sano" non è altro che un'esatta connotazione di una condizione nella quale dovrebbe versare ogni persona, al di là delle età, delle ambizioni e delle situazioni differenti. Per tale ragione, la salvaguardia di questo principio è per la residenza Santa Chiara una vera e propria priorità. La persona ricoverata, che mostra evidenti segni di una patologia psichica oltre che fisica, riesce a trovare il pieno sostegno, potendo svolgere innumerevoli attività ludiche come la musicoterapia, il laboratorio di arte e pittura, la lettura a voce alta, la visione di film: occasioni di intrattenimento per favorire la socializzazione e stimolare al meglio ogni singola funzione sensoriale. Ecco perché ricoverare un anziano in casa di riposo non è abbandonarlo. Ciò vale anche per le persone anziane non autosufficienti, dove il lavoro dello staff si triplica e viene eseguito quasi in maniera naturale. L'affetto, l'amore e la solidarietà nei confronti di chi si trova in una situazione di innegabile difficoltà diventano molto più di una semplice suggestione.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/Af0sF2OS5S5gatqrKzVP_Silhoutte.jpg-52332bb6.jpg" length="1066390" type="image/png" />
      <pubDate>Fri, 13 Dec 2019 17:28:15 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/ricoverare-un-anziano-in-casa-di-riposo-e-un-gesto-di-affetto</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/Af0sF2OS5S5gatqrKzVP_Silhoutte.jpg.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/Af0sF2OS5S5gatqrKzVP_Silhoutte.jpg-52332bb6.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'importanza della riabilitazione nella terza età</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/l-importanza-della-riabilitazione-nella-terza-eta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         L'importanza della riabilitazione nella terza età
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1519823551278-64ac92734fb1-14291d41.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         La terza età è una fase molto delicata della vita, che va accompagnata e monitorata in modo specifico e adeguato alle diverse esigenze dei pazienti. I problemi fisici che si presentano più frequentemente, infatti, sono un’involuzione dell’efficienza motoria provocata dal naturale invecchiamento dell’apparato osteo-articolare come ossa, tendini, muscoli e articolazioni. Spesso, inoltre, succede che la funzionalità motoria sia deteriorata da patologie e traumi connessi a disturbi cognitivi, che aggravano un quadro clinico già critico.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per evitare l’inasprimento di tali problematiche, è necessario un intervento mirato e tempestivo con un programma terapeutico specifico alle diverse esigenze, per consentire un pieno recupero di tutte le funzioni motorie.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In considerazione di tali patologie, gli obiettivi del piano terapeutico contemplano:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Diminuzione o totale scomparsa del dolore
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Potenziamento delle funzioni muscolo-scheletriche volte al miglioramento delle condizioni del paziente, anche da un punto di vista psicologico
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Risoluzione totale o parziale di tutti quei deficit che limitano le capacità del paziente
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Riduzione degli stati infiammatori in corso e recupero delle principali funzionalità che consentono buona mobilità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In molti casi ci si trova di fronte ad anziani che a causa di patologie muscolo scheletriche, sono costretti a limitare in modo grave la loro libertà di movimento e le normali funzioni muscolari. Si pensi a patologie reumatico-generative, ortopediche, traumatologiche e neurologiche, che impediscono le normali attività della vita quotidiana anche nei propri spazi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Secondo la dottoressa Annabella Paloscia, terapista della riabilitazione presso la R.S.S.A. Santa Chiara (Residenza Socio Sanitaria Assistenziale per anziani non auto sufficienti), nonché amministratore unico della stessa, sulla base di una lunga esperienza nel settore, è fondamentale un’assistenza a 360°, mirata e specifica, che preveda diverse attività, come:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          - Assistenza infermieristica 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con assistenza farmaceutica e parafarmaceutica, per offrire massima serenità e sicurezza agli ospiti della struttura.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -  Servizi di fisioterapia alle persone di terza e quarta età e cure riabilitative nella lungodegenza.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -  Assistenza medico-geriatrica e riabilitativa per garantire la massima tranquillità degli ospiti, assicurando il recupero o il mantenimento della salute fisica, psichica e sociale dell’anziano.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Riteniamo che esista un vero e proprio obbligo sociale che deve avere come obiettivo la cura dell’anziano, soprattutto se soffre di particolari disabilità; un sostegno specifico per le singole esigenze, che miri a dare autonomia di movimento alla persona, almeno nel proprio ambiente. Garantire un clima sereno, dove ci sono persone qualificate che si occupano delle problematiche fisiche e psicologiche, è un passo fondamentale per ridare nuovo slancio ad anziani che si sentono gravati dal peso forte di patologie invalidanti. Soprattutto quando ai problemi di salute conseguono sensi di frustrazione e di solitudine.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il primo passo, dunque, è quello di individuare i bisogni dell’anziano elaborando strategie ricreative e curative mirate. Spesso la persona che vive tale situazione è afflitta da carenze affettive alle quali conseguono difficoltà a relazionarsi e a farsi accettare dagli altri; per questo il primo intervento è comprendere quali sono le criticità da superare. Renderlo capace di spostarsi da una stanza all’altra può essere una grande conquista, come offrirgli compagnia per superare la solitudine o alleviargli dolori alle articolazioni. In altri casi è necessario un intervento sulle persone che vivono accanto a lui per far loro comprendere i limiti reali dell’anziano, perché semplificare i rapporti spesso è il primo passo per rendere la persona più serena.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I trattamenti possono essere quotidiani nella fase acuta della patologia per diventare via via saltuari con la risoluzione del problema e possono ricomprendere terapia a Laser, correnti antalgiche, Tecar terapia e Terapie Manuali come la Massoterapia e la Rieducazione posturale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La residenza per anziani Santa Chiara a Talsano, insieme al suo personale altamente qualificato, ha le competenze per risolvere qualsiasi problema connesso alla terza età, elaborando programmi specifici per ogni esigenza.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1519824145371-296894a0daa9-5af81847.jpg" length="1719859" type="image/png" />
      <pubDate>Fri, 13 Dec 2019 14:05:37 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/l-importanza-della-riabilitazione-nella-terza-eta</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1519824145371-296894a0daa9.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1519824145371-296894a0daa9-5af81847.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Anziani e igiene personale</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/anziani-e-igiene-personale-consigli-per-chi-si-prende-cura-di-persone-non-autosufficienti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Consigli per chi si prende cura di persone non autosufficienti
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1575467678930-c7acd65d6470-dabb3a65.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Curare l'igiene personale di una persona anziana è particolarmente importante ma talvolta può essere molto complicato soprattutto in persone che soffrono di Alzheimer o demenza, che possono essere molto restii a farsi aiutare. 
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In seguito vedremo quali sono le cause che portano gli anziani a rifiutare l'aiuto e quali potrebbero essere dei metodi per risolvere il problema.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Cause del rifiuto
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Alla base del rifiuto dell'aiuto potrebbero esserci anche motivazioni psicologiche ben motivate nell'anziano. Spesso può vivere tale momento come una situazione di forte imbarazzo o come una vera e propria violazione della sfera personale. In particolare questi casi sono molto più frequenti quando la persona che presta assistenza è sconosciuta al paziente.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Rimproverarli potrebbe solo peggiorare il problema ed è quindi fondamentale evitare punizioni di ogni tipo. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nei casi di Alzheimer ad esempio il soggetto potrebbe presentare anche comportamenti aggressivi e in questi casi un rimprovero non sortirebbe alcun effetto in quanto non è consapevole delle conseguenze che potrebbe avere il suo rifiuto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Alcuni consigli 
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Seguire una serie di piccoli consigli potrebbe aiutare a vivere il momento della cura igienica con maggiore facilità e tranquillità. Alla R.S.S.A. Santa Chiara (Residenza Socio Sanitaria Assistenziale per anziani non auto sufficienti) gli accorgimenti per assistere l'anziano anche nella sua igiene sono sempre seguiti nei minimi dettagli. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ad esempio far diventare un'abitudine il momento del bagno potrebbe essere un primo passo importante. Dunque può essere necessario far cadere sempre alla stessa ora della giornata il momento del bagno magari prima o dopo di altri eventi quotidiani di routine. In questo modo il paziente riconoscerà quest'abitudine come un evento ordinario della giornata riducendo quindi il rischio di crisi. Nelle persone che soffrono di demenza infatti lo stress vissuto in queste situazioni può derivare dallo stravolgimento della quotidianità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Inoltre è fondamentale non lasciare da solo l'anziano durante questo momento poiché potrebbe favorire una situazione di disagio. Pertanto è necessario preparare l'occorrente per il bagno precedentemente in modo da non doversi allontanare in seguito.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Superare l'imbarazzo 
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Come abbiamo già detto in precedenza una delle cause più diffuse che non consentono all'anziano di farsi prendere cura è l'imbarazzo generato dal doversi mostrare nudo difronte ad altri. In questi casi potrebbero sopraggiungere in lui o lei ansia e forte stress ed è quindi necessario intrattenere una comunicazione costante, indicando anche i vari movimenti da seguire. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Utilizzare asciugamani per coprire le parti intime potrebbe contribuire a ridurre il senso di vergogna. Nel caso in cui l'anziano non avrà particolari impedimenti fisici tali da non permettergli di fare da solo può essere opportuno lasciargli una maggiore autonomia. In questi casi il supporto dell'assistente potrebbe verificarsi solo in casi di necessità. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Infine è fondamentale creare un ambiente accogliente e rilassante che consenta di tranquillizzare la persona; quindi può essere efficace far ascoltare una musica rilassante che può avere un ottimo effetto terapeutico e che può aiutare ad associare il momento del bagno come un momento piacevole.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1575467678930-c7acd65d6470.jpg" length="174703" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 13 Dec 2019 13:09:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/anziani-e-igiene-personale-consigli-per-chi-si-prende-cura-di-persone-non-autosufficienti</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1575467678930-c7acd65d6470.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1575467678930-c7acd65d6470.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Non sottovalutate l’importanza delle scarpe giuste nella terza età</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/non-sottovalutate-limportanza-delle-scarpe-giuste-nella-terza-eta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Non sottovalutate l’importanza delle scarpe giuste nella terza età
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1528717351976-69e7f0c4cfa2-a986fd93.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Nel corso della terza età, un aspetto a cui bisogna prestare molta attenzione è quello riguardante le scarpe che si utilizzano: commettere un errore e indossarne di non idonee per la propria età anagrafica, potrebbe finire con l'incidere in modo negativo sulla qualità della vita. Tutto questo emerge da una ricerca che è stata pubblicata da Revista da Associação Médica Brasileira e condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università di La Coruna sotto la direzione di Daniel Lopez.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Stando agli studi dei ricercatori,
          
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           gli anziani che indossano scarpe
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
          non in linea con la propria età e con le proprie condizioni di salute, si trovano a doversi confrontare con situazioni di dolore, problemi di salute e di natura funzionale. Ciò che la ricerca ha voluto mettere in evidenza è come tutto questo si potrebbe evitare molto semplicemente, utilizzando delle calzature corrette.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quello che molti non sanno è che nel corso della terza età il piede subisce dei cambiamenti da un punto di vista per così dire morfologico. Questi mutamenti si concretizzano in un aumento della larghezza e della lunghezza del piede, un qualcosa che riguarda tutte le persone anziane. Inoltre, altri mutamenti legati strettamente all'età, risultano essere una diversa tolleranza al dolore, un venir meno della massa muscolare e del tessuto adiposo di questa parte dei piedi. I ricercatori dell'ateneo iberico hanno voluto porre l'accento su come le persone anziane, troppo spesso usano in modo inconsapevole delle scarpe che risultano dannose per i propri piedi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Stando alle statistiche, questo fenomeno, collegato all'insorgere di malattie di natura cronica come l'obesità o ad altre patologie come ad esempio l'artrite reumatoide ed il diabete, provoca un aumento compreso tra il 70% e l'87% di problematiche alla zona dei piedi nelle persone anziane. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I ricercatori spagnoli sono partiti da una statistica, frutto di un loro precedente studio, secondo cui più dell'80% delle persone anziane utilizza calzature non corrette. Sulla base di questo dato i ricercatori hanno effettuato uno studio per capire gli effetti che una scelta errata di questo tipo può arrivare ad avere sulla salute. Nel corso dello è stato esaminato con attenzione lo stato di salute di 64 persone la cui età media era di circa 75 anni. I risultati hanno mostrato che chi usava scarpe non adatte alla propria età aveva una qualità della vita non paragonabile a chi invece non commetteva errori in tal senso.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le persone che indossano calzature non idonee devono infatti fare i conti con un maggiore dolore fisico ed una minore capacità di movimento ed uso del piede, tra le cui conseguenze primarie spicca una attività fisica meno frequente e quindi meno rapporti interpersonali al di fuori di quelli con i familiari più stretti. Inoltre devono confrontarsi con maggiori problemi di salute legati ai piedi, come ad esempio la patologia dei piedi piatti oppure problemi di equilibrio che possono portare anche a cadute con serie conseguenze. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il consiglio dei ricercatori è quindi quello di utilizzare sempre scarpe adeguate alla propria età e di andare con una giusta frequenza da un podologo, per evitare l'insorgere di problemi che possono incidere sulla salute in maniera importante.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1528717351976-69e7f0c4cfa2-dd7dbfd4.jpg" length="1466882" type="image/png" />
      <pubDate>Thu, 07 Nov 2019 18:48:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/non-sottovalutate-limportanza-delle-scarpe-giuste-nella-terza-eta</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1528717351976-69e7f0c4cfa2.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1528717351976-69e7f0c4cfa2-dd7dbfd4.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Caldo estivo: semplici regole per proteggere la salute degli anziani</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/caldo-estivo-semplici-regole-per-proteggere-la-salute-degli-anziani</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Caldo estivo: semplici regole per proteggere la salute degli anziani
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1501426026826-31c667bdf23d-f70e4743.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Il caldo è uno dei problemi che l'estate porta in dote. Ad essere più esposti ai rischi ad esso connessi sono i bambini e le persone che sono ormai avanti con gli anni. In particolare, coloro che sono ormai anziani e che si trovano a dover fare i conti nella propria quotidianità con malattie di tipo cronico, come ad esempio il diabete mellito, oppure con problematiche quali la cardiopatia, sono particolarmente a rischio. Gli anziani, proprio come i bambini, hanno infatti un sistema di regolazione della temperatura corporea che risulta meno efficiente rispetto a quello di una persona nel fiore degli anni: la prima conseguenza di tale inefficienza è un maggiore rischio di disidratazione.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Non è quindi un caso che il Ministero della Salute e tutti gli altri enti preposti nel campo sanitario e medico, invitino le persone che hanno a che fare con soggetti anziani nella propria quotidianità, a prestare molta attenzione ai segnali di problemi legati alle alte temperature, come ad esempio un venir meno delle attività quotidiane, che possono essere anche semplicemente il sedersi a tavola per mangiare o l'espletare le proprie funzioni corporali in modo regolare.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per cercare di debellare le conseguenze dell'afa e dell'umidità, che come sempre si dovranno affrontare nel periodo estivo e che mettono a rischio specialmente gli anziani, la Fimmg Napoli, acronimo che sta ad indicare la Federazione dei Medici di medicina generale, ha ritenuto opportuno pubblicare una sorta di decalogo che se seguito in modo corretto, potrà aiutare chi è nella cosiddetta "terza età" a superare con meno fatica il periodo estivo. Ovviamente perché questo decalogo venga seguito in modo corretto è necessario che anche chi vive nella quotidianità con persone anziane, si impegni perché queste ultime lo rispettino il più possibile.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Nelle ore più calde meglio restare in casa
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La prima, fondamentale regola di questa sorta di decalogo, riguarda ovviamente le ore della giornata in cui non è consigliabile uscire di casa: l'ideale sarebbe rimanere tra le mura domestiche dalle 10 alle 18, ovvero in quel lasso di tempo che solitamente nel periodo estivo, risulta essere il più caldo e afoso della giornata. Molto importante è anche che le persone anziane si abituino a proteggere la pelle con una crema solare ad alto fattore di protezione quando escono e a non dimenticarsi mai di indossare un cappellino, meglio se di colore chiaro.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sempre a proposito dell'abbigliamento, vi è una regola che vale ovviamente per chiunque, ma a maggior ragione per gli anziani, ovvero quella di indossare abiti idonei alla stagione estiva: questo significa che sono preferibili vestiti in cotone leggero o ancora meglio in lino. Molto importante è anche abituare gli anziani a rinfrescarsi spesso, sia quando sono in casa, sia quando si trovano al di fuori delle mura domestiche.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La seconda metà di questo decalogo stilato dagli esperti inizia con l'ovvio consiglio di evitare lavori eccessivamente faticosi e all'aperto nelle ore di maggior caldo. Connesso a tale invito vi è quello di uscire nelle ore di maggior afa solo se strettamente necessario e di rimanere in casa cercando di rendere l'abitazione più fresca possibile: si potrebbe ad esempio munirsi di un condizionatore. Per quanto riguarda questa ultima accortezza, va però detto che bisogna regolare in modo corretto la temperatura, che secondo gli esperti dovrebbe essere in un range tra i 24 ed i 26 gradi. Infine, se dal punto di vista alimentare è indicato mangiare in modo leggero, prediligendo frutta e verdura e bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno a meno di indicazioni differenti da parte del medico, bisogna ricordare alle persone anziane che sono in terapia che i farmaci devono essere conservati in un luogo asciutto e non esposto al calore.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1501426026826-31c667bdf23d-1a69189d.jpg" length="2380911" type="image/png" />
      <pubDate>Thu, 07 Nov 2019 18:40:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/caldo-estivo-semplici-regole-per-proteggere-la-salute-degli-anziani</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1501426026826-31c667bdf23d.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1501426026826-31c667bdf23d-1a69189d.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Artrite: come migliorare la qualità della vita di chi ne è affetto</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/artrite-come-migliorare-la-qualita-della-vita-di-chi-ne-e-affetto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Artrite: come migliorare la qualità della vita di chi ne è affetto
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1454875392665-2ac2c85e8d3e-35e90163.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         I primissimi sintomi dell'artrite sono i dolori alle articolazioni e una rigidità alle stesse. Questa malattia è definibile come uno stato infiammatorio cronico delle articolazioni e tra le zone più colpite vi sono statisticamente le mani. Siccome l'artrite è una malattia che si può soltanto contenere e non guarire, risulta molto importante seguire alcune semplici regole per cercare di ridurne l'impatto nella vita di ogni giorno. Ovviamente queste accortezze devono essere accompagnate da una adeguata terapia fisica e medica. Detto questo, i pratici consigli che sarà possibile trovare qui di seguito e mettere in pratica da subito, daranno modo di migliorare sensibilmente la qualità della vita dei soggetti affetti da artrite.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La prima cosa da fare quando si soffre di artrite risulta per certi versi banale: non bisogna mantenere la stessa posizione delle articolazioni per troppo tempo. Ad esempio, se si lavora alla scrivania, bisogna alzarsi almeno una volta ogni 20 minuti e stesso discorso vale per quando si è in casa, magari seduti sul divano davanti alla televisione o al computer. Se il primo consiglio consiste quindi nel non stare troppo fermi, il secondo riguarda lo stress minimo a cui le articolazioni devono essere sottoposte. Questo significa che bisogna cercare di evitare le posizioni o i movimenti sconsigliabili, come ad esempio sollevare oggetti troppo pesanti. In pratica bisogna imparare a sfruttare altre parti del corpo per compiere azioni di ogni giorno: un esempio può essere spingere una porta non con la mano ma con il retro del braccio, oppure scendere le scale facendo forza sulla gamba più forte e non su quella dove l'artrite si fa più sentire.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un altro accorgimento che vale la pena prendere consiste nell'eliminare tutte quelle attività che non sono fondamentali nella vita quotidiana. Stirare è ad esempio un qualcosa che si può evitare di fare, limitandosi ad acquistare capi che non necessitano di essere stirati. Inoltre, per quanto concerne la vita quotidiana, risulta consigliabile predisporre gli oggetti che si usano più spesso in posizioni e luoghi facilmente raggiungibili. Anche la tecnologia potrebbe venire senza dubbio in soccorso: basti pensare in questo senso a strumenti quali apriscatole automatici, tapparelle elettriche, o altri mezzi che sono il risultato del progresso tecnologico e che consentono di non affaticare le articolazioni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E sempre parlando della vita quotidiana che per la maggior parte si svolge in casa, considerando che l'artrite colpisce in particolar modo le persone che si trovano già nella terza età, un aspetto da considerare è quello di una modifica di alcune parti della propria abitazione. Si è già accennato alle tapparelle elettriche, che senza dubbio aiutano ad evitare l'affaticamento delle mani. Tuttavia vi sono altri aspetti che vale la pena prendere in considerazione, come ad esempio sistemare il letto ad un’ altezza tale che consenta di non affaticare le articolazioni inferiori, se queste sono state colpite dall'artrite. Un altro accorgimento potrebbe poi essere quello di mettere uno sgabello nella doccia, in modo da essere sicuri di non rischiare di cadere per una fitta di dolore provocata dall'artrite, situazione che può verificarsi nei momenti più inaspettati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Infine, quello che forse è il consiglio più importante di tutti: non bisogna far finta che il problema non esista di fronte agli altri solo per orgoglio o perché si pensa che parlandone si diventerebbe un peso. Bisogna cercare di mettere al corrente del problema chi si ha vicino nella quotidianità e se è necessario, chiedere anche aiuto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1454875392665-2ac2c85e8d3e-d2f08561.jpg" length="9122447" type="image/png" />
      <pubDate>Thu, 07 Nov 2019 18:35:24 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/artrite-come-migliorare-la-qualita-della-vita-di-chi-ne-e-affetto</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1454875392665-2ac2c85e8d3e.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1454875392665-2ac2c85e8d3e-d2f08561.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Donne e terza età: camminando si vive più a lungo</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/donne-e-terza-eta-camminando-si-vive-piu-a-lungo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Donne e terza età: camminando si vive più a lungo
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1544179932-fadfa08128a5.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Uno studio scientifico i cui risultati sono stati resi noti su Jama Internal Medicine, ha messo in luce come camminare per una donna sia assolutamente consigliabile per mantenersi in buona salute anche nel momento in cui si è arrivati alla temuta terza età.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lo studio è stato condotto da alcuni ricercatori del Brigham and Women's Hospital di Boston: stando ai risultati di questa ricerca, per restare in salute durante la terza età non sarebbe obbligatorio fare almeno 10 mila passi al giorno, obiettivo senza dubbio non semplicissimo da raggiungere, ma ne basterebbero anche solo 7500 alle donne anziane per poter sperare di vivere più a lungo ed in buone condizioni di salute. I ricercatori, guidati da I-Min Lee, sono giunti alla conclusione che anche un aumento non troppo elevato del numero giornaliero di passi è connesso ad una non indifferente riduzione della mortalità tra le donne che si trovano già nella terza età. Lo studio conferma come l'attività fisica sia fondamentale per il mantenimento di un buono stato di salute e che anche un aumento minimo del numero di passi giornaliero potrebbe avere degli effetti positivi sulla salute.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lo studio è stato condotto su circa 16800 donne la cui età media era di 72 anni. Tutte hanno dovuto indossare un dispositivo attraverso cui i ricercatori hanno avuto modo di registrarne i movimenti: lo strumento è stato indossato dalle partecipanti alla ricerca per 7 giorni consecutivi, sempre e solo in momenti in cui erano sveglie. Successivamente, tutte le donne che hanno partecipato a questa prima parte dello studio, sono state monitorate per un periodo di 4 anni e nel corso di questo lasso di tempo ne sono decedute 504.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Una volta terminato il periodo di studio, i ricercatori hanno analizzato i risultati e sono giunti alla conclusione che le donne che si muovevano di meno, ovvero quelle con una media di 2700 passi al giorno, avevano un rischio di mortalità più alto rispetto ad esempio a quelle la cui media di passi era di 4400 ogni 24 ore. Queste ultime presentavano un rischio di mortalità più basso addirittura del 41%. I ricercatori hanno anche appurato come il rischio di morte diminuisse costantemente con l'aumentare del numero giornaliero di passi, arrivando a stabilizzarsi oltre la soglia dei 7500 passi al giorno. Un altro aspetto molto interessante che la ricerca ha potuto appurare è il fatto che non fosse importante a che velocità le donne camminassero: in altri termini, la velocità dei passi non è un fattore che sembra incidere sula longevità: quel che deve contare per una donna anziana, secondo lo studio è semplicemente fare un certo numero di passi al giorno, ovvero almeno 7500, per poter concretamente sperare di vivere più a lungo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lo studio ha senza dubbio portato alla luce dei risultati molto interessanti, ma i ricercatori di Boston ora vogliono compiere un altro passo, che si concretizzerà nel cominciare uno studio che avrà come oggetto persone di età più giovane, in modo da comprendere se i risultati raggiunti studiando le donne anziane possano essere applicati anche a persone anagraficamente più giovani. Nel prossimo studio verranno inseriti anche parametri quali la qualità della vita e il rischio di malattie specifiche. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ad ogni modo, aspettando i risultati del prossimo studio, per cui ovviamente ci vorrà molto tempo, quel che risulta certo dalla ricerca effettuata sulle donne anziane è che l'attività fisica risulta essere un aspetto fondamentale da inserire nella propria vita quotidiana, per potersi garantire un migliore stato di salute e per poter sperare di vivere più a lungo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1544179932-fadfa08128a5.jpg" length="208516" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 07 Nov 2019 18:30:56 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/donne-e-terza-eta-camminando-si-vive-piu-a-lungo</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1544179932-fadfa08128a5.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1544179932-fadfa08128a5.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'importanza di una dieta bilanciata nella terza età</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/l-importanza-di-una-dieta-bilanciata-nella-terza-eta53c3d601</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         L'importanza di una dieta bilanciata nella terza età
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1546548970-71785318a17b.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         L'importanza dell'alimentazione nella terza età
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ogni età della vita richiede attenzioni specifiche in fatto di alimentazione e la terza età non è certamente esclusa. Anche se diminuiscono i consumi e rallenta il metabolismo, il corpo dell'anziano necessita di cibo in quantità e varietà ben bilanciati, per non appesantirlo e contemporaneamente sostenerlo nelle attività quotidiane.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'attenzione all'equilibrio nella dieta alla Casa di riposo Santa Chiara di Talsano
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La Residenza Santa Chiara, struttura socio-assistenziale per anziani di Talsano, in provincia di Taranto, ha nella cura dell'alimentazione dei suoi ospiti uno dei cardini dell'organizzazione. La mission della struttura, infatti, è quella di prendersi cura quotidianamente e in modo attento degli anziani che vi risiedono, rispondendo alle loro necessità di natura sia fisica che psicologica. La dieta è alla base del benessere fisico, e di conseguenza globale, della persona. Per questo, i medici della clinica Santa Chiara vigilano affinché agli ospiti venga proposta una dieta adatta ad ogni singola esigenza. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La ricerca al servizio della salute geriatrica
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un gruppo di ricercatori guidati da Linda Hengeveld della Vrije Universiteit di Amsterdam (Olanda), ha analizzato i dati relativi a 2154 uomini e donne di età compresa tra 70 e 81 anni. Di tutti era stato valutato lo stato di salute e la qualità della dieta. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Dopo quattro anni di indagini, 277 partecipanti mostravano fragilità conclamata. Dei 1020 anziani robusti 629 erano passati allo stato di pre-fragilità o di fragilità. Vengono definiti pre-fragili i pazienti che manifestano da due a tre degli indicatori identificati dall'equipe, ossia: perdita non intenzionale del 5% del peso in un anno; debolezza nella stretta di mano o dolore da essa provocato; spossatezza diurna; lentezza nel camminare; inattività fisica. Sono invece indicati come fragili quelli che li presentano tutti e cinque. Tra coloro che avevano seguito una dieta di scarsa o media qualità, la fragilità era del 92% mentre una dieta equilibrata diminuiva l’incidenza al 40%. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Aumentiamo le proteine vegetali
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un dato importante emerso è stata la quasi nulla o nulla incidenza delle proteine, in special modo di quelle animali, nella dieta quotidiana. La Hengeveld afferma che il ruolo dei singoli elementi, come ad esempio le proteine, sembra non essere determinante nello sviluppo della fragilità. ciò che sembra contare invece, è la qualità complessiva dell'alimentazione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'equipe ha anche verificato che non esiste correlazione tra diminuzione delle proteine, specialmente animali, ed aumento della perdita di massa muscolare, patologia nota come sarcopenia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1546548970-71785318a17b.jpg" length="851162" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 07 Nov 2019 18:18:47 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/l-importanza-di-una-dieta-bilanciata-nella-terza-eta53c3d601</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1546548970-71785318a17b.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1546548970-71785318a17b.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Lo stile di vita corretto per affrontare al meglio la terza età</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/lo-stile-di-vita-corretto-per-affrontare-al-meglio-la-terza-eta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Lo stile di vita corretto per affrontare al meglio la terza età
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1505816014357-96b5ff457e9a.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Longevità in aumento: occorre migliorare anche la qualità di vita
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nel corso degli ultimi anni, soprattutto in seguito ai notevoli progressi nel campo della medicina, la vita media si è allungata di molto rispetto al passato. Gli ultraottantenni presenti in Italia, però, non sempre godono di buona salute: sono ancora tanti quelli non autosufficienti. Per diminuirne il numero è importante che gli anziani siano informati sul corretto stile di vita da adottare, al fine di potersi mantenere sani anche nel periodo della terza età.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Benessere nel corso della terza età: uno studio attuale
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La prova che si può invecchiare bene, seguendo stili di vita salutari, arriva dalle “zone blu” del pianeta, tra cui c’è l’Ogliastra in Sardegna: in questi luoghi si concentra il più elevato numero di centenari. Tutte queste popolazioni hanno comuni abitudini di vita. Si muovono tanto poiché spesso vivono in zone montuose o svolgono lavori manuali in agricoltura, hanno un’alimentazione ricca di frutta, verdure e cereali, danno molta importanza alla famiglia, alle relazioni con gli altri, e anche alla religione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Comportamenti corretti per uno stile di vita sano in terza età
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Uno degli aspetti più importanti per vivere bene la terza età è mantenersi in movimento. È bene quindi svolgere regolarmente attività fisica, preferibilmente in palestra e seguiti da un esperto. Ovviamente neanche il lavoro mentale deve essere trascurato: mantenere il cervello attivo aiuta a prevenire malattie invalidanti come l'Alzheimer. Un grande aiuto in questo senso è fornito da una vita sociale intensa. In questo modo, non solo ci si sente più felici, ma è stato dimostrato che, attraverso le varie chiacchiere e i discorsi, si hanno effetti notevolmente positivi sulla memoria.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Non bisogna però dimenticare che molto dipende anche dallo stile di vita adottato negli anni precedenti alla terza età. È importante seguire una corretta alimentazione, sia in gioventù che nel corso della vecchiaia, facendo attenzione a inserire nella propria dieta tutti i nutrienti necessari al buon funzionamento dell'organismo. Allo stesso tempo occorre preoccuparsi di evitare il più possibile le sostanze nocive come ad esempio il fumo, e fare sempre attenzione all'assunzione di medicinali: questi devono essere utilizzati solo se prescritti da un medico.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Presso la Casa di Riposo per anziani Santa Chiara, si presta estrema attenzione al benessere degli anziani ospiti. La socializzazione non manca, in più vengono organizzate attività sportive e ricreative con cui gli ospiti non solo occupano il loro tempo piacevolmente, ma ricevono efficaci stimoli per mente e corpo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1505816014357-96b5ff457e9a.jpg" length="162361" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 07 Nov 2019 16:30:19 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/lo-stile-di-vita-corretto-per-affrontare-al-meglio-la-terza-eta</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1505816014357-96b5ff457e9a.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1505816014357-96b5ff457e9a.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Giochi di memoria per mantenere la mente lucida</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/giochi-di-memoria-per-mantenere-la-mente-lucida</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Giochi di memoria per mantenere la mente lucida
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1523875194681-bedd468c58bf.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Con il passare degli anni alcune funzioni normalmente svolte dall'organismo tendono a rallentare, questo perché vi è un naturale decadimento dovuto al rallentare della riproduzione cellulare. Tra le funzioni che più di tutte mostrano segni di decadimento vi è la memoria. E’ però possibile mantenere la mente lucida attraverso i giochi di memoria. 
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'invecchiamento mentale è un fatto del tutto naturale ed è dovuto alla diminuzione del numero di neuroni presenti; i calcoli sono ovviamente approssimativi e dipendono anche dalle condizioni personali del singolo, ma a 85 anni sono stati persi circa il 30% dei neuroni presenti in giovane età e vi è un notevole assottigliamento della corteccia cerebrale. Nonostante questo, il cervello è plastico, questo vuol dire che attraverso semplici esercizi è possibile mantenere la memoria lucida e quindi evitare il decadimento e la perdita di memoria che a sua volta genera insicurezza negli anziani andando così a ledere autonomia e autostima. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Memoria a breve e lungo termine
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La memoria può essere distinta in memoria a breve termine che consente di codificare un messaggio, ad esempio un numero di telefono, e conservarlo nella memoria per pochi secondi, e in memoria a lungo termine, che prevede la possibilità di recuperare anche a distanza di mesi o anni i ricordi immagazzinati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I giochi per la memoria aiutano soprattutto a consolidare la memoria a lungo termine. Naturalmente gli anziani devono essere supportati e spinti ad esercitare la memoria, cosa che all'interno della
          
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
           struttura per anziani Santa Chiara
          
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
          gli operatori quotidianamente fanno.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Gli esercizi per la memoria
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Gli esercizi per la memoria sono semplici e possono essere considerati dei veri e propri giochi. Le attività di esercitazione dovrebbero essere iniziate quando ci si accorge che si iniziano a perdere colpi, questo può avvenire anche intorno ai 50 anni. Ad alcune persone capita di accorgersi di deficit di memoria anche in giovane età ma in questo caso la causa potrebbe essere dovuta allo stress.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il primo esercizio prevede l'applicazione delle regole del giornalismo, ovvero la regola delle 5 W (Who, What, When, Where, Why) tradotto in italiano: chi, cosa, quando, dove e perché. Questo vuol dire che quando una persona anziana cerca di riportare alla mente un ricordo e nota delle difficoltà, può provare a far riemergere gradualmente il ricordo rispondendo a queste semplici cinque domande. In questo modo la mente si mantiene in allenamento.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un altro gioco di memoria che aiuta a ricordare è quello delle associazioni, cioè associare i dati da immagazzinare a qualcosa che è particolarmente familiare, in questo modo si rafforza la memoria di lungo periodo e quando si prova a tirare fuori le informazioni dal cassetto queste sono più facili da reperire.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un altro modo per rafforzare la memoria è ripetere ad alta voce le informazioni. Ad esempio se il portafoglio o l'orologio viene riposto in un posto nuovo deve essere ripetuta quell'informazione. Ad esempio se l'orologio viene appoggiato sul mobiletto vicino al letto, è bene ripetere ad alta voce "ho messo il portafoglio sul mobiletto di fianco al letto" in questo modo viene rafforzata la memoria grazie al fatto di aver udito l'informazione e sarà più facile ritrovare gli oggetti. Anche la visualizzazione può aiutare a rafforzare la memoria, ad esempio quando si percorre una nuova strada per andare in un posto nuovo è bene fermarsi spesso e visualizzare i dettagli del percorso, in questo modo sarà facile, ripercorrendo indietro la strada, riconoscere la zona e trovare le informazioni necessarie per tornare indietro.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1523875194681-bedd468c58bf.jpg" length="144557" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 07 Nov 2019 16:29:01 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/giochi-di-memoria-per-mantenere-la-mente-lucida</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1523875194681-bedd468c58bf.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1523875194681-bedd468c58bf.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le truffe più comuni ai danni degli anziani</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/le-truffe-piu-comuni-ai-danni-degli-anziani</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Le truffe più comuni ai danni degli anziani
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1510915228340-29c85a43dcfe.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Le truffe ai danni degli anziani sono purtroppo una realtà attuale ed una fra le più insidiose forme di criminalità. 
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Gli anziani costituiscono un target molto interessante per i truffatori per via di diversi fattori: economici, culturali e pratici. Alcuni vivono da soli, sono fisicamente indifesi, dispongono spesso di denaro in casa o di una pensione regolare e possono essere vittime dei piccoli grandi difetti cognitivi portati dall'avanzare dell'età. A livello comportamentale poi tendono ad avere un atteggiamento più remissivo e attento alla cortesia, anche a costo di finire con l'assecondare troppo chi gli sta di fronte. Nonostante nessuno oggi sia esente dal rischio di venire truffato, gli anziani, fra le altre cose, sono purtroppo coloro che tendono a denunciare di meno questi spregevoli eventi. I motivi possono andare dalla vergogna di ammettere d'essere stati raggirati, al timore della reazione da parte di amici e parenti che tendono troppo spesso a mortificarli come unici colpevoli dell'accaduto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I truffatori che operano a danno degli anziani sono tutt'altro che impreparati e hanno imparato bene a sfruttarne i punti deboli e aggirare le loro difese con tattiche collaudate e mirate. Spesso si tende ad idealizzarli come uomini corpulenti e aggressivi che agiscono da soli. La realtà è ben diversa, i truffatori infatti tendono a lavorare di astuzia ed essere individui carismatici. Molti si presentano puliti e ordinati, estremamente cortesi, gentili e professionali. Non mancano un buon numero di complici fra cui anche donne, che ispirano naturalmente più fiducia e sono la leva perfetta per ottenere consenso e aumentare i livelli di confidenzialità. Agiscono secondo piani e meccanismi ben ponderati che contemplano:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          •	elementi di distrazione volti a deconcentrare la vittima, come la semplice richiesta di un bicchiere d'acqua o di poter fare una telefonata d'emergenza, usare il bagno, ecc;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          •	storie ben recitate per far leva su articolate bugie come donazioni benefiche alla parrocchia o ad un'associazione, presunte consegne di pacchi ordinati da parenti per cui va pagato immediatamente il contrassegno, la richiesta di controllare l'autenticità del denaro appena ritirato da bancomat che viene sostituito prontamente con banconote false, presunte donazioni ed eredità da sbloccare a fronte di un versamento notarile immediato;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          •	l'uso di costumi e complici ben preparati per farsi passare come esponenti delle forze dell'ordine;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          •	presunte offerte sapientemente raccontate che promettono guadagni facili (a volte in maniera non prettamente legale) e fanno leva sull'avidità;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          •	ipotetici dipendenti di grandi aziende che si curano di effettuare manutenzioni ingannevoli a domicilio, mai richieste né programmate o preannunciate, come i celeberrimi controlli dei contatori o del gas.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In tutte queste metodologie trovano luogo tattiche e fini anche molto diversi che possono andare dall'ottenere denaro immediatamente, informazioni come numeri di carta di credito e codici relativi, rapine vere e proprie in casa o il far firmare contratti per servizi truffaldini. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'azione migliore per correre ai ripari è diffidare da chi chiede denaro e pretendere di poter vedere i tesserini di riconoscimento o l'auto della volante di presunti agenti delle forze dell'ordine.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Presso strutture come la Casa di riposo Santa Chiara, questi rischi si azzerano completamente grazie a sistemi di videosorveglianza attivi h24 e la presenza costante di personale specializzato che assiste e tiene compagnia ai residenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1510915228340-29c85a43dcfe.jpg" length="143400" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 07 Nov 2019 16:27:23 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/le-truffe-piu-comuni-ai-danni-degli-anziani</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1510915228340-29c85a43dcfe.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1510915228340-29c85a43dcfe.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Fratture: perché gli anziani rischiano di più</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/fratture-perche-gli-anziani-rischiano-di-piu</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Fratture: perché gli anziani rischiano di più
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1516069677018-378515003435.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Un miglioramento delle condizioni di vita ed il continuo progresso in campo medico-scientifico hanno contribuito ad aumentare in maniera fattiva le prospettive di vita residua per gli anziani.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Si vive più a lungo, dunque, ed in via generale si vive meglio, ma, seppur il contesto appaia favorevole, è bene tenere in debita considerazione tutti gli aspetti che l'invecchiamento modifica con sé per migliorare costantemente la qualità della vita anche nei soggetti meno giovani.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Avere un quadro clinico chiaro delle patologie a cui l'anziano va incontro, infatti, è utile non soltanto per affrontare al meglio le difficoltà, ma anche e soprattutto in ottica di una prevenzione efficiente.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con il passare degli anni uno dei rischi a cui ci si espone con maggior frequenza è la possibilità di incorrere in una o più fratture; tali patologie che un soggetto giovane può superare agevolmente, sono potenzialmente devastanti in individui più anziani a causa delle pesanti ripercussioni che possono indurre.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sopportare una frattura, infatti, impone gravi problematiche di tipo medico (subire un intervento chirurgico e sottoporsi ad un lungo ed impegnativo processo di riabilitazione) e a non meno severe conseguenze dal punto di vista psicologico (vedere diminuita la propria autonomia personale induce a pericolose forme depressive).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Senza trascurare, infine, il problematico impatto sociale che un evento del genere reca non sé; non va dimenticato, infatti, che un anziano parzialmente autosufficiente necessita di cure ed assistenza tali da dover spesso ricorrere a strutture e a personale specializzato in grado di prendersi cura al meglio del paziente.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A questo proposito è utile ricordare che la Casa di Riposo Santa Chiara di Talsano in provincia di Taranto è in grado di offrire ai suoi ospiti assistenza palestre con macchinari e strumenti riabilitativi. Al suo interno opera uno staff di terapisti formati in grado di erogare un servizio di fisioterapia utile e sicuro.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Scopriamo, allora, quali sono le cause che rendono più probabile un evento traumatico per gli anziani:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          * L'osteoporosi
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Si tratta di una patologia sistemica dell'apparato scheletrico provocata da un progressivo deterioramento dell'architettura ossea e da una ridotta densità minerale. Tale fragilità del tessuto scheletrico rende molto più probabili fratture anche in conseguenza di traumi di lieve entità ed è tipica del genere femminile con l'avvento della menopausa.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          * Diminuzione del tono muscolare
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il nostro organismo è una macchina progettata nei minimi dettagli; il tessuto scheletrico per funzionare viene sostenuto dalla massa muscolare. Con l'invecchiamento ed una progressiva vita sedentaria a discapito di una sana attività fisica, il tono muscolare scende rapidamente non riuscendo più a svolgere adeguatamente la propria funzione ed esponendo a una probabilità di fratture aumentata.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          * Carenza di vitamina D
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un deficit di vitamina D induce una progressiva demineralizzazione del tessuto scheletrico che può condurre al rachitismo nei bambini e alla fragilità ossea negli anziani. La vitamina D, infatti, è un alleato prezioso nel benessere dell'apparato scheletrico in quanto regolatrice del metabolismo del calcio e del fosforo; un'adeguata prevenzione dovrebbe senza dubbio prevedere un’adeguata terapia di supporto all'eventuale carenza.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          * Famigliarità alle cadute
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Alcuni studi hanno evidenziato una stretta correlazione tra soggetti con predisposizione famigliari ai traumi ed un rischio aumento di cadute in età più avanzata.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          * Prolungate terapie farmacologiche
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'assunzione prolungata di farmaci cortisonici può indurre una fragilità ossea aumentata mentre altre tipologie di farmaci (ipnoinducenti ed epilettici ad esempio) possono alterare la condizione di attenzione nell'anziano esponendolo ad un rischio aumentato di traumi all'apparato scheletrico.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          * Altre patologie
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il rischio di cadere per un anziano non risiede esclusivamente in malattie organiche specifiche, ma è possibile conseguenza di altre patologie come prolungate vertigini o disordini a carico dell'apparato neurologico che possono destabilizzare le condizioni generali, rendere più difficile la deambulazione ed il senso dello spazio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1516069677018-378515003435.jpg" length="256986" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 07 Nov 2019 16:14:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/fratture-perche-gli-anziani-rischiano-di-piu</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1516069677018-378515003435.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1516069677018-378515003435.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I benefici della musicoterapia per i malati di Alzheimer</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/i-benefici-della-musicoterapia-per-i-malati-di-alzheimer</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         I benefici della musicoterapia per i malati di Alzheimer
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/alzheimer2-1688x844.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Che la musica abbia la capacità di aiutare a sollevare l'umore è cosa risaputa; che sia usata per aiutare gli ammalati, per esempio chi si trova in coma, anche. Ciò che hanno sperimentato i medici di una equipe dell'istituto San Raffaele, però, è un'ulteriore novità: la musicoterapia produce effetti molto positivi sui malati di Alzheimer.
         
                  &#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    
                    
          Vediamo più nei dettagli.
         
                  &#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
             Gli studi sulla musicoterapia
            
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
            Nel 2001 l'American Academy of Neurology, istituto all'avanguardia nello studio delle disfunzioni neurologiche e delle possibili terapie, ha evidenziato che la musicoterapia è molto utile nel migliorare le attività pratiche ed a ridurre i disturbi nell'area del comportamento negli ammalati di morbo di Alzheimer. Gli stessi miglioramenti si hanno nei casi di demenza senile.
           
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
            Fin dai primi incontri, risalenti al gennaio 2012, il dottor Avincola ed i suoi collaboratori si sono resi conto del fatto che gli ammalati fornivano risposte reali agli stimoli ricevuti e così è stato elaborato un calendario molto serrato che prevede un incontro alla settimana di musicoterapia ed un concerto al mese di musica popolare. Questa è particolarmente adatta per affrontare le problematiche legate alla demenza perché le melodie popolari rimangono presenti negli oscuri meandri della memoria ed il fatto di ascoltarle risveglia ricordi e, con essi, riavvicina gli ammalati al presente, al contingente.
           
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
             Perché la musicoterapia funziona
            
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
            Il fatto che la musicoterapia possa aiutare questi ammalati cronici ha creato un vivace dibattito nella comunità scientifica, che si divide tra scettici e no.
           
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
            In base alle sperimentazioni effettuate dal professor Fosco Avincola, presso la Residenza Sanitaria Assistenziale San Raffaele Trevignano, la risposta sembrerebbe essere assolutamente positiva.
           
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
            Il dottor Avincola, sin dal 2012, porta avanti presso la struttura il progetto Musica insieme. Perché ha scelto di utilizzare la musica per destare i suoi ammalati? Perché, come lui stesso spiega, il malato di Alzheimer o di demenza senile mantiene intatte alcune delle principali competenze musicali, ossia quelle legate ad intonazione, tonalità e ritmo.
           
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
            Seppure sopite, queste competenze non vengono perdute e possono essere quindi utilizzate per toccare i nervi sensibili degli ammalati, risvegliando in loro emozioni, sensazioni, ricordi ed abitudini legate al passato.
           
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
            La cadenza rigida degli incontri aiuta i malati, che hanno bisogno di regole fisse e routine. Il fatto di trovare, tra queste routine, l'ascolto della musica, stimola la memoria e predispone la mente del malato all'attenzione.
           
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
            Per favorire ciò, vengono proposte melodie e canzoni che i degenti hanno conosciuto in gioventù e che sono legate a momenti particolari della loro vita. Ogni melodia proposta viene accompagnata da attività psicomotorie che servono a risvegliare il rapporto tra interiorità ed esteriorità, tra mente e corpo. Gli esercizi sono semplici e ripetitivi ma aiutano i degenti a reagire, a sviluppare forme di reattività ed interesse a qualcosa.
           
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
            Alcuni esercizi sono quindi proposti dagli operatori mentre altri vengono lasciati alla creatività personale, per incoraggiare ciascuno e rispondere in modo personale e, quindi, consapevole.
           
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
            La musicoterapia è stata importante anche per il personale del centro, che ha potuto entrare a contatto con i ricordi, le emozioni e la storia di ciascun degente. All'opposto, ha aiutato i ricoverati a riappropriarsi del proprio tessuto esperienziale e sentimentale.
           
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/alzheimer2-1688x844.jpg" length="177710" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2019 10:09:15 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/i-benefici-della-musicoterapia-per-i-malati-di-alzheimer</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/alzheimer2-1688x844.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/alzheimer2-1688x844.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Incidenti domestici e terza età: un pericolo che si può evitare</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/incidenti-domestici-e-terza-eta-un-pericolo-che-si-puo-evitare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Incidenti domestici e terza età: un pericolo che si può evitare
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/cast-care.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Tra le vere e proprie minacce che una persona anziana si trova a dover affrontare vi è senza dubbio quella degli incidenti domestici. In questa espressione rientrano varie casistiche, anche se quello più diffuso tra le persone che hanno superato i 65 anni, risulta essere la caduta. 
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Questo tipo di evento, che può portare in dote conseguenze molto invalidanti per quanto concerne la salute, può essere causato da diversi fattori, come ad esempio una vita troppo sedentaria o una scarsa attenzione nei movimenti tra le mura domestiche.
          
                    &#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Stando alle statistiche più recenti, in Italia ogni anno vi sono poco meno di 3 milioni di eventi classificabili come incidenti domestici. Al primo posto troviamo le cadute che da sole costituiscono circa il 40% degli incidenti domestici. A seguire le ferite da taglio e le ustioni. Per quanto concerne la parte della casa dove questi incidenti si verificano, a fare per così dire la "parte del leone" è la cucina, dove si concretizza il 36% circa degli incidenti domestici. Potrebbe sembrare strano, ma il luogo della casa dove invece questi sono meno frequenti, è il bagno.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           La categoria più soggetta alla caduta accidentale è quella delle donne che hanno superato la soglia degli 80 anni. Questo dipende dal fatto che superati i 65 anni spesso si deve fare i conti con riflessi più lenti ed una generale riduzione di funzioni quali quella uditiva, visiva e motoria.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Il grosso problema che le cadute portano in dote sono lesioni e fratture: tra quelle che maggiormente si riscontrano per quanto concerne le persone anziane, troviamo quella del femore e del polso. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Spesso nelle case delle persone anziane le stesse strutture possono favorire gli incidenti domestici. Basti ad esempio pensare a pavimenti scivolosi, a mobili troppo ingombranti o troppo alti, a scalini di passaggio tra una stanza e l'altra. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           È quindi fondamentale apportare le opportune modifiche strutturali all’ambiente in cui l’anziano si muove per renderlo il più sicuro possibile. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/82a6af1c16264ef818ca53da5c650470.jpg" length="143630" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2019 10:02:35 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/incidenti-domestici-e-terza-eta-un-pericolo-che-si-puo-evitare</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/82a6af1c16264ef818ca53da5c650470.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/82a6af1c16264ef818ca53da5c650470.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Come scegliere il girello, ausilio utile per la terza età</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/come-scegliere-il-girello-ausilio-utile-per-la-terza-eta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         This is a subtitle for your new post
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/6064243.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Quando si entra nella fase della vita che tutti conosciamo come "terza età", ci si deve confrontare con alcune difficoltà nelle piccole azioni quotidiane, come ad esempio alzarsi da una sedia o mettersi in ginocchio senza l'ausilio altrui. 
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tuttavia oggi il progresso per quanto concerne i mezzi per aiutare gli anziani, ha portato alla produzione di uno strumento assai utile, ovvero il girello. Ormai ve ne sono di diversi tipi e un passo decisamente importante consiste nel riuscire a scegliere quello giusto per le proprie esigenze.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La prima cosa da sapere a proposito di questo strumento è che si tratta di un mezzo molto semplice da un punto di vista strutturale, può essere o meno munito di rotelle e consente a chi lo usa di camminare con meno fatica. Inoltre il suo funzionamento è di facile apprendimento, visto che tutto quello che bisogna fare è appoggiarsi, essere certi di avere una presa salda sulle maniglie e poi iniziare a muoversi. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Esistono davvero tanti tipi di girello per anziani ma nella scelta è fondamentale tenere conto dell'altezza: quest'ultima deve essere assolutamente regolabile, in maniera tale da far arrivare il telaio di sostegno fino all'anca di chi lo usa.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Decidere di acquistare un girello è una possibilità da prendere in considerazione per chi ha perso parte della propria autonomia di movimento o per chi è in riabilitazione dopo un incidente o una caduta. Basti per esempio pensare a quelle persone anziane che si sono confrontate con la rottura del femore. Una volta che questo strumento entra a far parte della loro vita, è facile rendersi conto di quanto sia utile per recuperare gran parte dell'autonomia perduta e per restituire tranquillità nella vita di tutti i giorni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per capire qual è il modello di girello più adatto a ognuno, la prima discriminante da prendere in considerazione è quella relativa al materiale. I girelli possono essere in alluminio o in acciaio. Nel primo caso il girello si presenta particolarmente leggero e quindi facilmente spostabile, e può essere con o senza ruote. Le ruote possono essere 2 o 4. Per quanto concerne il girello in acciaio invece, si tratta senza dubbio di un modello più pesante rispetto a quello in alluminio ed è sempre provvisto di ruote. La scelta tra i due dipende essenzialmente dalla persona che lo utilizzerà, che dovrà capire quale modello gli è più congeniale e quali saranno i luoghi e le situazioni in cui lo utilizzerà. Se il girello verrà utilizzato prevalentemente tra le mura domestiche, allora potrebbe essere più adatto quello leggero. Nel caso in cui venga utilizzato molto all'esterno, è preferibile l'acquisto di uno più solido. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/6064243.jpg" length="245508" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2019 09:48:47 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/come-scegliere-il-girello-ausilio-utile-per-la-terza-eta</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/6064243.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/6064243.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il ruolo del caffè nella prevenzione della demenza senile</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/il-ruolo-del-caffe-nella-prevenzione-della-demenza-senile</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Se il caffè non è più un nemico
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1523179985834-1363f5c47d84.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Spesso sentiamo parlare del caffè come di un nemico della nostra salute, che deve essere consumato poco o, forse, per niente. Ci vengono elencati disturbi cardiaci, cardiovascolari, dell'umore, del sonno, etc... che sarebbero causati proprio dalla caffeina.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Recenti studi invece, smentiscono categoricamente questa tesi affermando che, come buon senso insegna, l'importante è non eccedere mai, con il caffè come con ogni altra cosa. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Il caffè è un alleato del cervello
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lo studio che ha riabilitato il caffè è stato condotto da uno scienziato statunitense, Ira Driscoll, che con la sua equipe della University of Wisconsin-Milwaukee ha elaborato ciò che è stato poi pubblicato sulla rivista The journals of gerontology, series a, dal titolo: Biological sciences and medical sciences.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lo studio del gruppo è arrivato alla conclusione che 260 gr di caffeina al giorno (ossia, più o meno tre caffè) prevengono il declino cognitivo e quindi anche i problemi legati alla demenza senile, nelle donne.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il dottor Driscoll sostiene che le prove a sostegno della sua teoria sono molto incoraggianti, anche perché il caffè è un elemento di largo consumo e che può essere usato strumentalmente per combattere i problemi cognitivi che insorgono invariabilmente con il raggiungimento della terza età.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Perché il dottor Driscoll ritiene così solide le basi su cui la sua teoria poggia? Perché, come lui stesso afferma, le indagini sono state svolte su un campione molto rilevante di donne e quindi hanno avuto la possibilità di essere dimostrate.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'equipe del dottor Driscoll ha esaminato la relazione esistente tra l'assunzione di caffeina e lo sviluppo della demenza in un campione più che rappresentativo di donne.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           La ricerca del dottor Driscoll 
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'equipe di ricercatori si è occupata di monitorare le abitudini quotidiane e le abilità cognitive di un campione molto ampio di donne di età superiore ai 65 anni: ben 6.467.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tutte le partecipanti alla ricerca sono state controllate e monitorate in un lasso di tempo di dieci anni. L'equipe ha preso atto delle loro consuetudini quotidiane ed ha monitorato le loro capacità cognitive. Nel corso della decennale ricerca, delle 6.467 donne, a 388 di esse è stata diagnosticata la demenza.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Rimettendo insieme tutti i dati raccolti, alla fine della ricerca gli scienziati hanno registrato una correlazione tra il sorgere della demenza e l'uso del caffè o per meglio dire, tra la prevenzione della demenza e del declino cognitivo e l'assunzione regolare di caffeina.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Entrando nello specifico della ricerca, i dati raccolti indicano che le donne che avevano assunto regolarmente 261 mg di caffeina al giorno (pari a circa tre tazzine di espresso o a cinque tazze da 200 ml di tè nero) sviluppavano forme di demenza inferiori del 36% rispetto a quelle che non la assumevano affatto o che non superavano i 75 mg/die (circa una tazzina di espresso). 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           La conclusione della ricerca
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il dottor Driscoll e la sua equipe, nello stendere le conclusioni della ricerca, sono molto onesti e riconoscono che non si può procedere ad un collegamento diretto ed inequivocabile tra un aumento dell'uso di caffeina ed una diminuzione della demenza e del declino cognitivo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ciò che alla luce dei dati raccolti in dieci anni di osservazioni, può essere affermato è che andando avanti con lo studio si potrebbe dimostrare almeno il rapporto tra uso della caffeina e mantenimento della salute mentale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Se queste ricerche venissero portate avanti, ricorda il dottor Driscoll, si potrebbe progredire nella prevenzione della demenza, nelle sue varie forme. Altro risultato del proseguimento della ricerca sarebbe quello di consentire di monitorare i passaggi che portano all'instaurarsi di forme di declino cognitivo che si aggravano nel tempo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1523179985834-1363f5c47d84.jpg" length="128779" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2019 09:44:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/il-ruolo-del-caffe-nella-prevenzione-della-demenza-senile</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1523179985834-1363f5c47d84.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1523179985834-1363f5c47d84.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'importanza di una dieta bilanciata nella terza età</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/l-importanza-di-una-dieta-bilanciata-nella-terza-eta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         L'importanza di una dieta bilanciata nella terza età
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1512621776951-a57141f2eefd.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;i&gt;&#xD;
    
                    
          L'importanza dell'alimentazione nella terza età
         
                  &#xD;
  &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ogni età della vita richiede attenzioni specifiche in fatto di alimentazione e la terza età non è certamente esclusa. Anche se diminuiscono i consumi e rallenta il metabolismo, il corpo dell'anziano necessita di cibo in quantità e varietà ben bilanciati, per non appesantirlo e contemporaneamente sostenerlo nelle attività quotidiane.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           L'attenzione all'equilibrio nella dieta alla Casa di riposo Santa Chiara (Taranto)
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La Residenza Santa Chiara, struttura socio-assistenziale per anziani di Talsano, in provincia di Taranto, ha nella cura dell'alimentazione dei suoi ospiti uno dei cardini dell'organizzazione. La mission della struttura, infatti, è quella di prendersi cura quotidianamente e in modo attento degli anziani che vi risiedono, rispondendo alle loro necessità di natura sia fisica che psicologica. La dieta è alla base del benessere fisico, e di conseguenza globale, della persona. Per questo, i medici della clinica Santa Chiara vigilano affinché agli ospiti venga proposta una dieta adatta ad ogni singola esigenza. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
           La ricerca al servizio della
           
                      &#xD;
      &lt;a href="https://www.santachiaratalsano.it/come-avere-cura-del-cuore-nella-terza-eta" target="_blank"&gt;&#xD;
        
                        
            salute geriatrica
           
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un gruppo di ricercatori guidati da Linda Hengeveld della Vrije Universiteit di Amsterdam (Olanda), ha analizzato i dati relativi a 2154 uomini e donne di età compresa tra 70 e 81 anni. Di tutti era stato valutato lo stato di salute e la qualità della dieta. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Dopo quattro anni di indagini, 277 partecipanti mostravano fragilità conclamata. Dei 1020 anziani robusti 629 erano passati allo stato di pre-fragilità o di fragilità. Vengono definiti pre-fragili i pazienti che manifestano da due a tre degli indicatori identificati dall'equipe, ossia: perdita non intenzionale del 5% del peso in un anno; debolezza nella stretta di mano o dolore da essa provocato; spossatezza diurna; lentezza nel camminare; inattività fisica. Sono invece indicati come fragili quelli che li presentano tutti e cinque. Tra coloro che avevano seguito una dieta di scarsa o media qualità, la fragilità era del 92% mentre una dieta equilibrata diminuiva l’incidenza al 40%. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
           Aumentiamo le proteine vegetali
          
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un dato importante emerso è stata la quasi nulla o nulla incidenza delle proteine, in special modo di quelle animali, nella dieta quotidiana. La Hengeveld afferma che il ruolo dei singoli elementi, come ad esempio le proteine, sembra non essere determinante nello sviluppo della fragilità. ciò che sembra contare invece, è la qualità complessiva dell'alimentazione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'equipe ha anche verificato che non esiste correlazione tra diminuzione delle proteine, specialmente animali, ed aumento della perdita di massa muscolare, patologia nota come sarcopenia. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Anche in Italia si comincia a guardare con più attenzione alla dieta nella terza età. Lo scorso marzo il Ministero della Salute ha avviato un tavolo per studiare la materia. Ne è emerso che una dieta sana può garantire all'anziano una migliore autonomia funzionale. Trascurare l'alimentazione può invece indurre uno stato patologico conosciuto come fragilità nutrizionale, in grado di peggiorare uno stato di malattia. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Questo importante studio apre alla possibilità di andare più a fondo nello studio dell'alimentazione in età geriatrica anche se le osservazioni già emerse possono rappresentare un solido punto di partenza per una dieta equilibrata e sana.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1512621776951-a57141f2eefd.jpg" length="483508" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 11 Oct 2019 17:18:41 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/l-importanza-di-una-dieta-bilanciata-nella-terza-eta</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1512621776951-a57141f2eefd.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1512621776951-a57141f2eefd.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cosa fare per prevenire la perdita di memoria</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/cosa-fare-per-prevenire-la-perdita-di-memoria</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Cosa fare per prevenire la perdita di memoria
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1559757148-5c350d0d3c56.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;i&gt;&#xD;
    
                    
          La memoria: un bene prezioso
         
                  &#xD;
  &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La memoria è una meravigliosa funzione del nostro organismo, che troppo spesso non teniamo nella dovuta considerazione. Soprattutto nella terza età, la memoria è il legame con il nostro passato, sia lontano che più recente, e la sua perdita può condannarci a una vecchiaia spenta e senza ricordi. Per questo motivo è bene prendere tutte le dovute precauzioni per proteggerla e rinforzarla.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           La cura della memoria alla Casa di riposo Santa Chiara 
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La Residenza per anziani Santa Chiara di Talsano, in provincia di Taranto, è una struttura socio-assistenziale per la terza età particolarmente attenta alla salute fisica e mentale dei propri ospiti. I medici della Casa di riposo Santa Chiara sanno che il corpo e la mente viaggiano su binari paralleli e che la salute mentale incide in modo profondo su quella più prettamente fisica. Per questo motivo, la Residenza offre attività ludico-ricreative e di socializzazione che stimolano le capacità mnemoniche e di collegamento, così da tenere la mente attiva. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tutto il personale della Santa Chiara di Talsano è formato sull'attenzione a questi aspetti peculiari del benessere dell'anziano e quotidianamente vengono offerte occasioni ludiche e sociali, sia all'interno della struttura che negli spazi esterni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
           Qualche piccola regola per potenziare la memoria:
          
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          1.	Tesaurizzare il tempo libero
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nella terza età il tempo libero aumenta in modo sensibile. Ciò deve indurre a cercare attività per riempirlo in modo creativo e stimolante. Uno dei segreti per aver cura della nostra memoria, infatti, è di occupare la mente con letture, film, enigmistica ed attività fisiche quali giardinaggio, bricolage, ricamo, pittura o altro.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Alcuni studi scientifici svolti su un largo spettro di persone mostrano che esiste una correlazione tra salute mentale e hobbies. Tanto più le persone sono impegnate in attività stimolanti che le occupano in prima persona, tanto più si rallentano i processi degenerativi cerebrali. Possiamo affermare, insomma, che chi si diverte invecchia più lentamente!
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un esempio tra tutti: l'utilizzo regolare di un PC riduce il declino cognitivo quasi alla metà (diminuzione del 48%).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          2. La compagnia tiene svegli
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La condivisione di attività con altre persone ha un effetto decisamente positivo sulla memoria. Guardare un film, passeggiare insieme, partecipare a tornei di burraco riduce in modo sensibile il decadimento cognitivo: le ricerche affermano che il rischio venga ridotto del 20%.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Non è necessario impegnarsi in attività impegnative; basta avere qualcosa da condividere con qualcuno per tenere la mente sveglia e allenare la memoria.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Perché queste attività aiutano la memoria?
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Abbiamo visto che alcune
          
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.santachiaratalsano.it/anziani-a-rischio-salute-a-causa-della-solitudine" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
           abitudini socializzanti
          
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
          proteggono a lungo il nostro cervello e aiutano a prevenire l'invecchiamento cerebrale. Quali sono i motivi alla base di ciò? I ricercatori si dividono sulle motivazioni. Alcuni affermano che le attività stimolanti possano indurre variazioni sia funzionali che strutturali nel nostro cervello. Ciò, in qualche modo, rinforza la resistenza cognitiva e rallenta il decorso della malattia di Alzheimer.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Altri invece pongono l'attenzione sul fatto che chi fa vita sociale è più incoraggiato ad alimentarsi bene e ad essere in forma; gli hobbies, insomma, sarebbero una spinta a prendersi cura di sé. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Qualunque sia la motivazione sappiamo che gli anziani che occupano la propria testa in modo divertente rimangono lucidi molto più a lungo, quindi... buon divertimento!
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1559757148-5c350d0d3c56.jpg" length="120885" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 11 Oct 2019 17:11:37 GMT</pubDate>
      <author>e055da03_user (Cliente )</author>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/cosa-fare-per-prevenire-la-perdita-di-memoria</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1559757148-5c350d0d3c56.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1559757148-5c350d0d3c56.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Fratture all'anca, la riabilitazione deve proseguire a casa</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/fratture-all-anca-la-riabilitazione-deve-proseguire-a-casa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Fratture all'anca, la riabilitazione deve proseguire a casa
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1501869150797-9bbb64f782fd-f9a54226.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;i&gt;&#xD;
    
                    
          Fratture all'anca: una riabilitazione che continua nel tempo
         
                  &#xD;
  &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Tra le problematiche che insorgono con l'avanzare dell'età c'è anche la lentezza nel superare fratture, soprattutto se importanti. La frattura all'anca nella fattispecie, richiede un periodo di riabilitazione lungo, durante il quale l'esercizio deve essere svolto in modo regolare e continuato. In seguito alla dimissione dall'ospedale, l'anziano dovrà continuare le terapie riabilitative per non interrompere la ripresa di elasticità e capacità motoria recuperate con la fisioterapia. È importante essere seguiti da esperti della terza età che conoscano bene i limiti e le possibilità offerte dalle articolazioni dei loro pazienti e che sappiano spingere le attività senza forzare.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            La riabilitazione alla Casa di riposo Santa Chiara di Taranto
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Da oltre 25 anni nella Residenza per anziani Santa Chiara di Talsano in provincia di Taranto, operano medici, infermieri e fisioterapisti specializzati nella riabilitazione degli anziani che abbiano subito fratture o comunque interventi chirurgici.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Il personale della clinica è presente 24 ore su 24 e ha la possibilità di seguire da vicino i piccoli e grandi progressi degli ospiti che vengono sottoposti a terapie riabilitative. Tutto ciò avviene in un clima disteso e familiare, in cui le esigenze del singolo vengono tenute nella massima considerazione. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
            Allungare la riabilitazione significa concluderla in modo proficuo
           
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           A dimostrare la correlazione tra prolungamento della riabilitazione e recupero quasi completo vi è un importante studio scientifico condotto da Nancy Latham, docente dell'Università di Boston e dalla sua equipe. Lo studio è stato pubblicato su Jama, importante rivista del settore.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           La ricerca ha coinvolto più di duecento pazienti che avevano già completato in clinica il ciclo di riabilitazione previsto in seguito alla frattura dell'anca.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Lo studio ha previsto la divisione dei partecipanti in due gruppi: metà di essi sono stati coinvolti in un programma riabilitativo post-ricovero. Un fisioterapista ha spiegato loro e a chi li assisteva, una serie di semplici esercizi da eseguire in casa senza bisogno di macchinari. Tra questi: alzarsi da una sedia o da una poltrona, salire un gradino, compiere facili movimenti. La riabilitazione in casa ha avuto la durata complessiva di sei mesi successivi alla dimissione. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           L'altra metà dei partecipanti alla sperimentazione è stata coinvolta in un programma di educazione alimentare. La finalità della dieta cui sono stati sottoposti era la protezione del cuore e della salute cardiovascolare. Anche questa sperimentazione ha avuto la medesima durata dell'altra, ossia sei mesi. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Al termine di entrambi i percorsi, gli studiosi guidati dalla dottoressa Latham hanno lasciato trascorrere altri tre mesi, in seguito ai quali hanno verificato le condizioni fisiche di tutti i partecipanti.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Dalla ricerca è emerso che i miglioramenti più evidenti, anche nella difficile sfera dell'equilibrio, si sono manifestati in chi aveva seguito il programma di riabilitazione domestica. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           La Latham sostiene nella ricerca che generalmente dopo due anni dalla frattura la maggior parte dei pazienti non è ancora in grado di portare a compimento compiti funzionali semplici che prima della frattura non creavano particolari problemi. Ciò derivava dal fatto che la normale riabilitazione non era esaustiva e lasciava i convalescenti in condizioni di ripresa non completa. Allungare la riabilitazione invece, significa concluderla in modo proficuo permettendo ai pazienti una ripresa quasi completa delle funzionalità pregresse.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           L'indicazione che viene dalla ricerca della Boston University dunque, è quella di aver cura di prolungare la fisioterapia con pazienza, per non compromettere una ripresa che, sebbene iniziata, potrebbe concludersi in modo frettoloso e non risolutivo.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1501869150797-9bbb64f782fd-433a6fa0.jpg" length="1682920" type="image/png" />
      <pubDate>Fri, 11 Oct 2019 17:05:02 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/fratture-all-anca-la-riabilitazione-deve-proseguire-a-casa</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1501869150797-9bbb64f782fd-433a6fa0.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/photo-1501869150797-9bbb64f782fd-433a6fa0.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Come avere cura del cuore nella terza età</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/come-avere-cura-del-cuore-nella-terza-eta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Come avere cura del cuore nella terza età
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/ipertensione_salute_cardiaca.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Il cuore è un organo estremamente efficiente ma, proprio per questo, richiede cure continue da parte nostra. 
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I progressi della medicina hanno portato ad un aumento considerevole dell'attesa di vita; proprio questa però, espone il cuore ad un periodo molto più lungo di fatica di cui dobbiamo tenere conto. I problemi cardiovascolari, legati all'età, possono essere in parte ritardati o addirittura evitati. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          È sufficiente seguire alcune, semplici regole e il nostro cuore rimarrà giovane e funzionante a lungo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           La cura alla Casa di riposo Santa Chiara di Talsano.
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La Residenza Santa Chiara di Taranto (Talsano) offre ai suoi ospiti una equipe medica attenta alla salute dei pazienti ed impegnata quotidianamente in azioni di prevenzione e cura dei problemi di salute, con grande attenzione anche a quelli cardiovascolari. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il personale sia medico che infermieristico è presente nella struttura 24 ore su 24, così da consentire interventi rapidi ed efficaci in caso di emergenza. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Qualche consiglio per aver cura del cuore
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Di seguito presentiamo alcuni consigli per aiutare a tener il cuore in forma ed assecondarne le esigenze. Tenere in considerazione queste indicazioni è già di per sé indicativo dell'attenzione che abbiamo per il nostro cuore.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
           1) Fare movimento
          
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Forse sembra un consiglio fin troppo banale ma spesso si fatica a metterlo in pratica. Il cuore, invece, per garantire la propria efficienza, ha bisogno di ricevere sangue ossigenato e di agire all'interno di un corpo che non fatica troppo a svolgere semplici movimenti. Ogni giorno è consigliabile
          
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.santachiaratalsano.it/terza-eta-l-attivita-fisica-migliora-anche-la-memoria" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
           camminare oppure salire e scendere le scale
          
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
          per almeno 30 minuti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le attività aerobiche più impegnative (ballo o nuoto, per esempio) sono consigliate dalle tre alle cinque volte a settimana, senza eccedere. Due-tre volte a settimana invece, dovrebbero essere previste sessioni di allungamento muscolare.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
           2) La dieta
          
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Anche questo paragrafo sembra banale ma crea più di qualche problema a molti. Con l'età diminuisce il metabolismo di base e, di conseguenza, il consumo di energia. Ne deriva un diminuito fabbisogno calorico giornaliero. Sono consigliati
          
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.santachiaratalsano.it/la-dieta-ideale-per-la-terza-eta-piu-proteine-e-meno-calorie" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
           cibi e pietanze facilmente digeribili e assorbili
          
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
          , quindi con pochi condimenti. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tra i grassi devono essere diminuiti in modo drastico quelli saturi mentre sono ben accetti gli Omega 3, presenti soprattutto in pesce e frutta secca. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Deve essere incrementato l'uso di proteine vegetali (per esempio i legumi). Frutta e verdura sono sempre consigliate in buone quantità. È necessario infine, per aiutare il cuore, bere molta acqua.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
           3) Riposare bene
          
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per funzionare bene, il cuore ha bisogno di un corpo riposato. Generalmente nella terza età il sonno diminuisce e aumenta l'abitudine di russare, che può stancare in modo serio il cuore appesantendone le funzioni attraverso le temibili apnee notturne. Facciamo presente al medico tale problematica e lasciamoci consigliare qualche soluzione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
           4) Cuore-mente: un rapporto stretto
          
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E' importante ricordare che laddove il cuore sta bene, spesso anche la mente ne ha un tornaconto positivo. L'attività fisica, infatti, aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari e l'ipertensione che favoriscono l'insorgere di varie forme di demenza senile.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Queste sono le indicazioni di base. Bisogna poi evitare il fumo e diminuire al massimo il consumo di alcol, ma soprattutto farsi seguire con regolarità dal proprio medico.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/ipertensione_salute_cardiaca.jpeg" length="134331" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 11 Oct 2019 16:56:23 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/come-avere-cura-del-cuore-nella-terza-eta</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/ipertensione_salute_cardiaca.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/ipertensione_salute_cardiaca.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Terza età: in Italia si invecchia 10 anni dopo</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/terza-eta-in-italia-si-invecchia-10-anni-dopo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Terza età: in Italia si invecchia 10 anni dopo
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/Senior-Travel-Italy-Older-Adults-taking-a-selfie.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Terza età, dal mondo della scienza e delle statistiche arrivano buone notizie. A comunicarle è la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, in occasione del 63esimo Congresso Nazionale che si è tenuto a Roma nel Novembre 2018.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           In Italia si invecchia 10 anni dopo, questo è il risultato emerso dall'ultimo Congresso del SIGG
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Dagli ultimi studi, infatti, emerge che la soglia della terza età, per uomini e donne che vivono in paesi sviluppati economicamente e demograficamente come l'Italia, si è spostata in avanti. Il tempo dei 65 anni ormai è sorpassato e nel nostro paese si invecchia circa 10 anni dopo. Per l'esattezza, la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria si è mossa per spostare la soglia di anzianità a 75 anni, considerando una media tra i seguenti sottogruppi:
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           - Giovani Anziani, persone tra i 64 e i 74 anni
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           - Anziani, tra i 75 e gli 84 anni
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           - Grandi Anziani, con un'età compresa tra gli 85 e i 99 anni
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           - Centenari, tutti i fortunati a superare la soglia 100
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           A conferma di questa analisi ad opera del SIGG, interviene anche uno studio dell'Institute for Health Metrics and Evaluation di Seattle da cui è emerso che a differenza di altri paesi nel Mondo la soglia dell'età di invecchiamento in Italia è proprio di circa 75 anni. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Se andiamo indietro nel tempo, inoltre, già nel 2010 il Corriere della Sera scriveva: "Oggi la terza età comincia a 75 anni". Considerare anziani i 65enni di oggi è errato, poiché risultano in forma come i 55enni di 40 anni fa. La soglia della terza età, infatti, dipende moltissimo dall'epoca in cui viene analizzata. Oggi vi sono a disposizione degli anziani soluzioni mediche molto più avanzate rispetto a 20 anni fa, che fanno sì che le persone subiscano un deterioramento fisico e mentale molto meno accentuato e più ritardato nel tempo. Non si deve dimenticare, però, che, anche se la speranza di vita in Italia è sicuramente molto aumentata, vi sono ancora troppi anni vissuti con disabilità, soprattutto in Italia e soprattutto al sud dell’Italia. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Una soluzione a quest'ultimo problema sono le case di riposo, come la Casa di Riposo Santa Chiara per Anziani non Autosufficienti. La struttura è a tutti gli effetti una residenza protetta dove l'assistenza infermieristica è garantita 24 ore su 24, tutti i giorni. Lo scopo di strutture come questa è il miglioramento delle qualità della vita per le persone della terza e della quarta età, che avviene attraverso una sana alimentazione, una pronta assistenza di base, un'assistenza medico-geriatrica, medico-specialistica, infermieristica continuativa, cure fisioterapiche, animazione e ludoterapia, assistenza farmaceutica e parafarmaceutica e forniture di presidi sanitari e ausili per disabili
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Il vero cambiamento è un nuovo modo di intendere la terza età e l'anziano
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           L'età, quelle due cifre che messe assieme possono dire tantissimo di una persona, non è però oggettiva. Se è vero che la soglia di età si è spostata nel tempo in termini scientifici, quando la si affronta in termini sociologici il quadro cambia completamente. Nell'ideale delle persone è difficile non considerarsi anziani superata la soglia dei 65 anni. Tuttavia, nel tempo è avvenuto proprio un cambiamento nell'ideale dell'anzianità. Gli anziani di oggi infatti vogliono vivere a pieno la loro seconda vita: usano computer, tablet, smartphone, fanno acquisti on line, viaggiano per il mondo, si iscrivono all'Università e decidono di intraprendere percorsi di appartenenza a una comunità. 
           
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1533676802871-eca1ae998cd5.jpg" length="294187" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 26 Jul 2019 11:16:18 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/terza-eta-in-italia-si-invecchia-10-anni-dopo</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1533676802871-eca1ae998cd5.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1533676802871-eca1ae998cd5.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Problemi di memoria? La causa potrebbe essere l'udito</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/problemi-di-memoria-la-causa-potrebbe-essere-l-udito</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Problemi di memoria? La causa potrebbe essere l'udito
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/residenza-santa-chiara-talsano-022.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         I cinque sensi di cui il nostro corpo è provvisto sono in grado di lavorare in stretta correlazione e consentono una percezione corretta del mondo che ci circonda. Nel caso specifico il senso dell’udito è il primo ad attivarsi durante la vita uterina del feto e, successivamente, consente il corretto sviluppo dell’individuo, la relazione con gli altri e l’adeguata acquisizione del linguaggio. 
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Nel caso dell’anziano, è stato scientificamente dimostrato che il declino cognitivo potrebbe avere una stretta correlazione con il calo dell’udito, sul quale si potrebbe intervenire attraverso l’applicazione di un semplicissimo apparecchio acustico. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Nell’anziano, spesso, la progressiva mancanza di attenzione viene ricondotta ad un problema di memoria, addirittura rimandandola alla possibile insorgenza della malattia di Alzheimer. Invece non sono rari i casi in cui i cali di attenzione sono riconducibili ad un deficit dell’udito facilmente risolvibile o, quantomeno, arginabile. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Sulla base delle ricerche condotte, sembrerebbe che il 50% della popolazione con più di sessantacinque anni soffra di una sensibile perdita d’udito che, nel tempo, si cronicizza fino ad interessare il 90% della popolazione con età superiore agli ottant’anni. Ovviamente, tra i principali fattori scatenanti, oltre all’età, si riscontra l’esposizione a rumori persistenti.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Calo dell’udito e demenza senile
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Se in passato si credeva che un calo dell’udito fosse una diretta conseguenza della demenza senile, recenti ricerche hanno messo in evidenza il contrario. Infatti, sembrerebbe che difficoltà uditive espongano l'individuo ad una maggiore possibilità di ammalarsi di Alzheimer in quanto, un udito non perfettamente attivo determinerebbe "l’annebbiamento" di alcune zone del cervello. Purtroppo, le stesse ricerche hanno evidenziato un altro fattore preoccupante: solo il 20% delle persone che necessitano un apparecchio uditivo scelgono effettivamente di acquistarlo.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Godere di un buon udito e quindi di una soddisfacente stimolazione dal mondo esterno permetterebbe di mantenere intatte, o quantomeno preservare efficacemente, le condizioni cognitive del paziente.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Le soluzioni esistono
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           In caso di perdita d’udito, per poter tutelare il benessere uditivo e conseguentemente il benessere psicofisico generale, nella maggior parte dei casi è sufficiente ricorrere ad un apparecchio acustico. Si tratta di un dispositivo per nulla invasivo, ma di estrema utilità per il paziente che riesce a trarne molteplici benefici. Purtroppo, secondo recenti indagini, i pazienti lascerebbero trascorrere (più o meno consapevolmente) circa dieci anni prima di ricorrere ad una visita specialistica per l’individuazione di un trattamento personalizzato a compensazione del deficit uditivo. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Oltre alla malattia di Alzheimer, il disturbo uditivo è strettamente correlato all’insorgenza di ulteriori problematiche quali l’isolamento e la solitudine. Queste complicazioni si rivelano ancora più impattati nella vita di un anziano che, sentendosi a disagio con la realtà che lo circonda, mette in atto un atteggiamento di difesa e allontanamento dalla società compromettendo seriamente il proprio benessere piscologico e fisico. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Spesso, la soluzione per contrastare l’isolamento e la solitudine è riscontrabile nell’inserimento dell’anziano all’interno di una Casa di Riposo ovvero un ambiente protetto in grado di offrire corrette terapie e adeguati stimoli sulla base delle capacità cognitive peculiari del singolo. A tal proposito, all’interno della struttura Santa Chiara, personale preparato e competente sarà in grado di prendersi cura dei propri pazienti prestando particolare attenzione alle loro patologie e alla loro individualità. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/udito+anziani.jpg" length="92790" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 26 Jul 2019 11:16:17 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/problemi-di-memoria-la-causa-potrebbe-essere-l-udito</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/udito+anziani.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/udito+anziani.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Per rimanere giovani servono scacchi, ginnastica e una lingua straniera</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/per-rimanere-giovani-servono-scacchi-ginnastica-e-una-lingua-straniera</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Per rimanere giovani servono scacchi, ginnastica e una lingua straniera
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1513159446162-54eb8bdaa79b.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Poltrire non giova alla salute! Non si tratta semplicemente di un luogo comune e neppure di un consiglio da dare a chi vive nel fiore dei suoi anni. Una recente ricerca svolta in Svezia ha evidenziato come le attività ricreative, lo sport e lo studio delle lingue straniere siano degli ottimi alleati per contrastare l’invecchiamento cognitivo. 
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            L’invecchiamento non è inarrestabile
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           L’assunto principale dal quale partire è che l’invecchiamento non deve essere inteso come un processo inarrestabile al quale non è possibile porre alcun freno. Se un individuo perde progressivamente, e nell’ordine, la velocità percettiva, motoria e comunicativa (e quindi l’uso della parola) esistono efficaci strategie ed accorgimenti da mettere in atto per poter contrastare efficacemente questo declino. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           La velocità percettiva è riconducibile alla capacità di raccogliere ed elaborare le informazioni trasmesse dal mondo che ci circonda. Questa definizione viene utilizzata soprattutto nel contesto sportivo e rimanda alla capacità di costruire relazioni tra gli stimoli e sfruttarli a proprio favore durante una gara. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Nel caso degli anziani è abbastanza ovvio che non si possa pensare ad una gara sciistica o podistica, ma perché non valutare attività di strategia quali il gioco degli scacchi? Questo si rivelerebbe un’attività molto più stimolante rispetto ad un semplice passatempo come il cruciverba e l’enigmistica. In particolare quest’ultima non aggiungerebbe alcun tipo di stimolo cognitivo, ma manterrebbe costante l’attività celebrale dell’individuo. Gli scacchi invece sono in grado di stimolare la concentrazione, il ragionamento e la fantasia. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Ovviamente anche altre tipologie di attività ricreative possono dimostrarsi utili a prevenire l’invecchiamento genetico e, tra le altre, studiare una lingua potrebbe essere un ottimo stratagemma per allenare sia le competenze linguistiche che la memoria. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Allenare corpo e cervello per rimanere giovani
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           E’ basilare riconoscere che il cervello, similarmente a qualsiasi altro muscolo, necessita di essere adeguatamente tenuto in allenamento per evitare un calo di funzionamento. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Al contempo l’attività fisica, sulla base di recenti studi condotti, permette di rallentare la comparsa di danni genomici contrastando l’invecchiamento del DNA. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           L’attività fisica, com’è noto, ha molteplici effetti benefici sul corpo, tra cui il mantenimento di un adeguato peso corporeo e un livello corretto di pressione sanguigna; inoltre riveste un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1540111970170-b1c4d4fbadaa.jpg" length="285263" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 26 Jul 2019 11:16:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/per-rimanere-giovani-servono-scacchi-ginnastica-e-una-lingua-straniera</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1536743939714-23ec5ac2dbae.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1540111970170-b1c4d4fbadaa.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La dieta ideale per la terza età: più proteine e meno calorie</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/la-dieta-ideale-per-la-terza-eta-piu-proteine-e-meno-calorie</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         La dieta ideale per la terza età: più proteine e meno calorie
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1432139555190-58524dae6a55.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         La perdita di peso in eccesso è un obiettivo da perseguire a qualsiasi età ma il dubbio di diversi nutrizionisti è se sia consigliabile seguire una dieta ipocalorica anche in età avanzata. Il motivo è semplice: la perdita di peso nelle persone anziane si accompagna molto spesso ad una forte riduzione di massa muscolare che può comportare diversi rischi, primo fra tutti quello di andare incontro a una frattura.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Recentemente, però, grazie ad uno studio condotto da un gruppo di ricercatori statunitensi della Wake Forest University di Winston-Salem, pubblicato sulla rivista specializzata Annals of Nutrition and Metabolism, si è avuta una svolta nei programmi di dimagrimento per anziani. Lo studio ha infatti messo in evidenza come sia possibile seguire una dieta ad elevato apporto proteico che permette di perdere peso, preservando contemporaneamente la massa muscolare e la funzionalità ossea. In tal modo anche gli anziani possono godere dei benefici per la loro salute derivanti dalla perdita di peso e migliorare la qualità della loro vita.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Perdere peso ma non massa muscolare
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Abbiamo già accennato come perdere il peso in eccesso sia fondamentale a qualsiasi età perché l'obesità è uno dei principali fattori di rischio per la salute. Anche in età avanzata, seguire un programma di dimagrimento è fondamentale per migliorare le prestazioni del fisico e aiutare il metabolismo. In questi casi, la dieta deve però essere in grado di evitare i rischi che potrebbero derivare dalla perdita di massa muscolare e dalla minore resistenza della struttura ossea. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lo studio del quale abbiamo parlato in precedenza ha permesso di arrivare ad un ottimo risultato seguendo una dieta ricca di proteine. I ricercatori hanno eseguito un test su un campione di 96 persone di età superiore ai 65 anni dividendoli in due differenti gruppi. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il primo gruppo di anziani ha seguito un programma alimentare ipocalorico per la durata di sei mesi durante i quali la dieta prevedeva un maggiore apporto di calorie, precisamente pari a 1 grammo per Kg di peso corporeo. Per assicurare il corretto apporto di sostanze nutritive, la dieta prevedeva anche un'integrazione di calcio e vitamina D. Dal punto di vista nutrizionale, questo programma alimentare comprendeva due pasti a base di proteine e ortaggi e due spuntini con snack salutari. Inoltre, in questo gruppo non era previsto alcun tipo di attività fisica poiché molti anziani non sarebbero riusciti a svolgere gli esercizi per prevenire la perdita di massa muscolare e ossea.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il secondo gruppo invece ha seguito una dieta per il mantenimento del peso seguendo anche delle lezioni sulle corrette modalità di apporto nutrizionale. La dieta prevedeva un apporto proteico pari a 0,8 grammi per Kg di peso corporeo, ossia il limite minimo previsto da una corretta dieta alimentare e una normale attività fisica.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           I risultati
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I risultati alla fine dei sei mesi sono stati davvero sorprendenti. Il primo gruppo, infatti, ha perso circa 8 chili di peso e buona parte del grasso in eccesso, mantenendo una buona massa muscolare e migliorato la qualità della struttura ossea. Diversamente il secondo gruppo ha perso circa 200 grammi di peso corporeo. I risultati sono particolarmente interessanti soprattutto dal punto di vista delle prevenzione di malattie cardio-vascolari e di fratture ossee, poiché i partecipanti del primo gruppo hanno registrato un punteggio più elevato al Trabecular Bone Score, il parametro che valuta i rischi di rotture delle ossa.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'importanza della dieta alimentare è uno dei parametri maggiormente seguiti all'interno della residenza per anziani Santa Chiara, in provincia di Taranto. La cura degli anziani è infatti perseguita anche seguendo un regime dietetico che riesca ad effettuare idonea prevenzione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1504973960431-1c467e159aa4.jpg" length="337570" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 26 Jul 2019 11:16:14 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/la-dieta-ideale-per-la-terza-eta-piu-proteine-e-meno-calorie</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1504973960431-1c467e159aa4.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1504973960431-1c467e159aa4.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Videosorveglianza H24 nelle case di riposo: è importante e tranquillizza i figli</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/videosorveglianza-h24-nelle-case-di-riposo-e-importante-e-tranquillizza-i-figli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Videosorveglianza H24 nelle case di riposo: è importante e tranquillizza i figli
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1495714096525-285e85481946.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
          Affidare i propri cari a mani sicure
         
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Accompagnare i parenti anziani in una casa si risposo spesso rappresenta per i figli e i nipoti una necessità dolorosa. Si ha l'impressione di non occuparsi di loro e di affidarne la salute e la serenità ad altri. La realtà, però, non è questa. I ritmi di lavoro, la sede stessa del lavoro, spesso concentrato nelle grandi città del centro-nord e le necessità di cura ed attenzione continua degli stessi anziani costringono a prendere questa decisione che non deve essere vissuta con preoccupazione bensì nella consapevolezza che ciò che stiamo offrendo loro è il meglio che abbiamo trovato. E deve davvero essere il meglio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Esistono, sul territorio nazionale, innumerevoli case di riposo e strutture assistenziali ma troppo spesso le notizie di cronaca ci riportano voci su maltrattamenti e stati di abbandono in cui versano i degenti. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Se vogliamo essere certi di ciò che riserverà il futuro ai nostri cari ricoverati, dobbiamo rivolgerci a soggetti che dimostrano senza alcun dubbio di non avere niente da nascondere.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Casa di riposo Santa Chiara di Talsano: nel segno della trasparenza
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La residenza Santa Chiara opera da più di 25 anni e sul territorio gode fama di essere un'ottima struttura, al passo con i tempi per quanto riguarda le tecniche di assistenza ma anche molto legata ai valori tradizionali di cura, ascolto e vicinanza ai degenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La struttura è stata realizzata secondo gli standard qualitativi più moderni e anche le cure mediche ed infermieristiche non sono da meno. La riabilitazione è uno dei fiori all'occhiello della struttura, che ha una delle sue mission nel fatto di mantenere i suoi ospiti il più a lungo possibile abili.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Grande attenzione viene posta anche all'assistenza alle cronicità più gravi che, seppure non presentino possibilità di miglioramento, possono avere giovamento da cure attente e mirate al singolo caso.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Molte famiglie che le affidano i propri cari vivono lontane da Talsano e dalla Puglia e hanno la necessità di essere rassicurate circa l'assistenza che viene loro riservata. Per questo motivo la residenza Santa Chiara ha attivato un sistema di videosorveglianza H24. Le registrazioni vengono effettuate nei locali della struttura e consentono, in caso di reclamo, di dimostrare l'assoluta attenzione con cui i pazienti vengono curati. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Come funziona il sistema di sorveglianza H24
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le telecamere poste nella sede della residenza registrano senza interruzione ciò che avviene all'interno, nei singoli locali. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per garantire la privacy dei degenti e il rispetto dei dati sensibili, le registrazioni non sono visibili a tutti bensì alle forze dell'ordine che possono visionarle in qualsiasi momento. Le famiglie non possono quindi richiederne l'accesso ma possono altresì demandarlo alle autorità competenti che ne faranno una relazione dettagliata.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ciò rappresenta un'ulteriore garanzia per le famiglie degli anziani perché assicura loro di avere un monitoraggio continuo della struttura. Ai degenti è garantito il rispetto che le loro condizioni richiedono e che la divulgazione delle registrazioni senza criteri selettivi metterebbe seriamente a repentaglio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tale modalità operativa viene utilizzata anche nelle strutture per l'infanzia (nidi, scuole dell'infanzia) e nei centri specializzati per l'handicap. E' fondamentale infatti che alle categorie più deboli e indifese venga garantita assistenza e cura altamente specializzata ma anche che vengano tenute lontane da occhi indiscreti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Questa attenzione dei gestori della casa di riposo Santa Chiara di Talsano già di per sé è un ottimo biglietto da visita perché assicura trasparenza, onestà ed attenzione alle fragilità personali: tutte caratteristiche indispensabili per chi si prende cura delle persona e noi ca
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1495714096525-285e85481946.jpg" length="728174" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 18 Jul 2019 14:12:44 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/videosorveglianza-h24-nelle-case-di-riposo-e-importante-e-tranquillizza-i-figli</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1495714096525-285e85481946.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1495714096525-285e85481946.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Terza età: il succo d'arancia aiuta a prevenire il declino della mente</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/terza-eta-il-succo-d-arancia-aiuta-a-prevenire-il-declino-della-mente</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Terza età: il succo d'arancia aiuta a prevenire il declino della mente
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1547514701-418e31cbb328.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Che l'alimentazione sia un aspetto importante per preservare la salute è un qualcosa di cui tutti sono a conoscenza. Tuttavia sono molti gli studi che nel corso del tempo hanno messo l'accento su come alimentarsi in modo sano sia il modo migliore per mantenersi in salute, specialmente quando si entra in quella fase dell'esistenza nota come terza età. 
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           L'ultima ricerca a concentrare la propria attenzione sulle abitudini alimentari che bisognerebbe avere per garantirsi una vecchiaia in salute è quello condotto da alcuni ricercatori della Università di Reading, in Inghilterra. I risultati di questa interessante ricerca sono stati resi noti sull'American Journal of Clinic Nutrion, una delle riviste scientifiche più importanti a livello mondiale per quanto riguarda la nutrizione. La ricerca condotta dagli studiosi della Università di Reading ha portato a luce come bere un succo d'arancia al giorno quando si è nella fase della terza età, incide positivamente sulle facoltà cerebrali ed è un ottimo alleato contro il declino cognitivo. Tutto questo dipenderebbe dai flavonidi presenti in grande quantità della bevanda: essi sarebbero i responsabili del rafforzamento della memoria, della capacità di reazione e della capacità verbale.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           La ricerca ha coinvolto 37 persone di età variabile tra i 60 e gli 80 anni. A tutti coloro che hanno accettato di partecipare allo studio è stato chiesto di bere quotidianamente 500 ml di succo d'arancia per un lasso di tempo definito, pari a 8 settimane e quindi a circa 2 mesi. All'inizio ed al termine del periodo di studio tutti coloro che vi hanno preso parte sono stati sottoposti ad un test attraverso cui sono state misurate alcune facoltà cognitive, quali la memoria, la capacità di tipo comunicativo ed i tempi di reazione.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Una volta terminato lo studio, gli esperti hanno analizzato i risultati e hanno potuto appurare come il consumo giornaliero di succo d'arancia, in un periodo di tempo così breve, ha portato ad un sensibile miglioramento delle prestazioni cognitive dei partecipanti. A riprova di questo miglioramento vi sono i test finali eseguiti da tutti coloro che hanno collaborato allo studio: i risultati hanno portato alla luce punteggi in media più alti dell'8% rispetto a quelli eseguiti all'inizo dello studio. Questa percentuale, in rapporto alla brevità del lasso di tempo preso in esame, risulta essere uno degli aspetti più interessanti dello studio condotto dai ricercatori della Università di Reading.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Come detto in precedenza, i ricercatori, nel presentare i risultati del loro studio, hanno posto l'accento su come gli effetti benefici del succo d'arancia consumato quotidianamente, siano da ricercare nei flavonoidi, di cui le arance sono ricche. Gli studiosi hanno infatti fatto presente come queste sostanze non sono assolutamente sconosciute a chi lavora nel campo scientifico: non è infatti un mistero che siano un ottimo alleato per andare a rinforzare la memoria e più in generale quelle che sono le facoltà di natura cognitiva. I ricercatori inglesi hanno voluto quindi ribadire come una alimentazione quotidiana sana sia un primo e fondamentale passo per garantirsi un buono stato di salute sia dal punto di vista fisico che mentale. Il consiglio è quindi quello di avere sulla propria tavola quanti più alimenti possibili contenenti flavonoidi, come appunto le arance. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Daniel Lamport, il ricercatore che è stato a capo della ricerca condotta nell'ateneo di Reading, ha esortato tutti, specialmente le persone che sono nella terza età, a prestare più attenzione a cosa si mangia, ricordando come lo studio condotto dal suo team sia soltanto l'ultimo di una lunga serie di ricerche che hanno messo in luce l'importanza e l'utilità dei flavonoidi nel prevenire il declino di natura cognitiva e cerebrale nella terza età.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1550235273-ceeef3c5b06f.jpg" length="398517" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 18 Jul 2019 14:12:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/terza-eta-il-succo-d-arancia-aiuta-a-prevenire-il-declino-della-mente</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1550234699-2ebb2d96dfa7.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1550235273-ceeef3c5b06f.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Terza età: l'attività fisica migliora anche la memoria</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/terza-eta-l-attivita-fisica-migliora-anche-la-memoria</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Terza età: l'attività fisica migliora anche la memoria 
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1547961343-315d9c418fb9.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Che l'attività fisica faccia bene alla salute sia fisica che mentale, non è più un segreto per nessuno e tutti coloro che lavorano nell'ambito della salute consigliano a chi si trova nella terza età di fare attività fisica per preservare il proprio stato psico-fisico. E a conferma di come l'esercizio fisico faccia bene, arriva un nuovo studio scientifico, che ha portato alla luce come potrebbe essere sufficiente anche un solo allenamento per poter scoprire gli effetti che l'esercizio fisico prolungato ha sul sistema cerebrale e, in altri termini, sul cervello.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A suggerirlo è una ricerca che è stata effettuata da una ricercatrice di una università americana. Michelle Voss, esperta in problemi di salute della terza età e nella loro prevenzione, ha condotto una ricerca grazie alla Università di Iowa City, nell'omonimo stato USA: grazie a questo studio sarebbe arrivata alla conclusione che i mutamenti che si concretizzano dopo una singola sessione di attività di natura fisica sarebbero degli indicatori abbastanza affidabili dell’influenza di una attività sportiva continuativa sulle facoltà di natura cognitiva delle persone che si trovano nella terza età.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La ricerca ed i risultati a cui si è giunti sono stati resi noti al pubblico all'inizio di quest'anno: il 24 marzo la ricercatrice americana ha infatti avuto modo di presentare il proprio lavoro ed il suo esito nella importante cornice del Congresso della Cognitive Neuroscience Society, evento che si ripete ogni anno e la cui location quest'anno è stata San Francisco. Lo studio è stato condotto grazie alla collaborazione di alcuni anziani i quali hanno dovuto seguire uno specifico programma di attività fisica che si è protratto per 12 settimane. Prima e successivamente ad ogni sessione di allenamento, tutti i partecipanti sono stati sottoposti ad alcune analisi, tra cui la più importante era una risonanza magnetica funzionale. Inoltre dovevano svolgere dei test che sono serviti a valutare la loro capacità cognitiva.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quali sono stati i risultati di questa ricerca? La dottoressa Voss ha potuto appurare come bastasse un unico allenamento per poter prevedere con una certa precisione quali sarebbero state le conseguenze di natura cerebrale sugli anziani alla fine delle 12 settimane di allenamento, pari a circa 3 mesi. La ricercatrice ha potuto constatare come coloro che dopo il primo allenamento a ritmi non troppo elevati hanno palesato i miglioramenti più marcati da un punto di vista cognitivo, sono stati coloro che nel lungo periodo hanno avuto i miglioramenti maggiori per quel che concerne due aspetti specifici, ovvero quello della cosiddetta memoria episodica e di lavoro e quello della cosiddetta connettività di tipo encefalico.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I risultati di questo studio sono senza dubbio molto interessanti, ma sono solo il primo passo di un progetto scientifico più lungo e articolato. La dottoressa Voss ha infatti annunciato, nel corso della presentazione della sua ricerca, di voler effettuare lo stesso tipo di ricerca coinvolgendo un numero di anziani maggiore e per un lasso di tempo di 6 mesi. Il suo obiettivo è quello di ottenere non solo risultati più precisi relativi al miglioramento dell'attività cognitiva, ma anche di aiutare coloro che parteciperanno a questo nuovo studio nel capire le proprie eventuali criticità a livello cardio-respiratorio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ad ogni modo, la ricercatrice ha voluto giustamente porre l'accento sugli interessanti risultati di questo suo primo studio, affermando come l'attività fisica sia un ottimo modo per migliorare non solo la propria salute fisica, ma anche quella mentale, in quanto ottimo alleato per preservare quelle che sono le proprie facoltà di tipo cognitivo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1540111970170-b1c4d4fbadaa.jpg" length="285263" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 18 Jul 2019 14:12:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/terza-eta-l-attivita-fisica-migliora-anche-la-memoria</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1547961343-315d9c418fb9.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1540111970170-b1c4d4fbadaa.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Anziani a rischio salute a causa della solitudine</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/anziani-a-rischio-salute-a-causa-della-solitudine</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Anziani a rischio salute a causa della solitudine
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/residenza-santa-chiara-talsano-034.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         La solitudine è un fattore da non prendere alla leggera per quanto concerne la quotidianità delle persone anziane, perché questa condizione esistenziale può incidere in modo significativo sul peggioramento delle salute. Un anziano che vive in solitudine è sicuramente più fragile, a causa della privazione di una rete di sostegno su cui poter contare nei momenti di necessità. In molti paesi dell'Occidente il tema sta assumendo sempre più rilevanza: questo dipende sicuramente da questioni demografiche legate all'invecchiamento della popolazione e all'aumento dell’ aspettativa di vita. Per capire come il tema sia al centro del dibattito internazionale, basti pensare al fatto che l'anno scorso in Inghilterra si è arrivati alla istituzione di un Ministero della Solitudine con lo scopo di mettere in atto politiche a favore degli anziani che si trovano a vivere in tale condizione.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Poco tempo fa, sul Canadian Medical Assiociation Journal, è stata pubblicata quella che è definibile come una specie di guida indirizzata a coloro che operano nel settore sanitario, per dare loro modo di capire quelli che sono gli effetti della solitudine sui pazienti avanti negli anni. Nathan Stall, che opera nel settore della geriatria e che è stato tra coloro che hanno collaborato allo studio, ha fatto presente come il mondo della sanità si stia rendendo conto di come la solitudine sia un serio problema da annoverare tra quelli di salute e del fatto che i medici siano oggettivamente non preparati a gestire un paziente che ha questo tipo di problema. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Ma che cos'è la solitudine? Quale può essere una sua definizione corretta? Questo termine, secondo i ricercatori, si "qualifica come uno stato emotivo di isolamento percepito". Pur essendo usato come sinonimo di isolamento di tipo sociale, la consapevolezza di sentirsi non circondati da altre persone che si preoccupano per la propria salute, rende la solitudine qualcosa di diverso dall'isolamento. Ad ogni modo, questo stato emotivo negli anziani è connesso ad una peggiore qualità della vita e ad un decadimento dello stato di salute. Per capire come la solitudine sia un vero e proprio problema di salute, basti pensare che alcuni studi sono arrivati ad affermare che questo stato emotivo prolungato nel tempo avrebbe sulla salute gli stessi effetti di 15 sigarette al giorno. Questo comporta che la solitudine mette a rischio la salute e diviene un fattore di mortalità pericoloso quanto l'obesità e il fumo. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           La solitudine, ad esempio, metterebbe chi ne soffre davanti ad un rischio maggiore di problemi quali la demenza senile e conseguentemente l'Alzheimer. Inoltre, questo stato emotivo, renderebbe più probabile l'insorgere di problemi di natura cardiaca o cerebrale, con un aumento del rischio di ictus. Il motivo per cui la solitudine sarebbe da mettere in correlazione con un aumento del rischio di tali patologie è da ricercarsi, stando a diversi studi, nel fatto che questo stato emotivo porterebbe ad una condizione cronica di stress.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Considerando che secondo le previsioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2050 il 20% della popolazione occidentale avrà più di 60 anni, risulta ovvio come la solitudine sia un problema contro cui bisogna cominciare subito a muoversi, anche perché le conseguenze sul sistema sanitario nel medio e breve periodo saranno notevoli se non vi si pone subito rimedio. La domanda a cui bisogna quindi trovare risposta è quella relativa a cosa fare per combattere questo stato emotivo. La risposta in realtà è più semplice di quello che potrebbe sembrare. Il primo passo da compiere è quello di cercare di coinvolgere le persone anziane in attività che consentano loro di venire a contatto con gli altri. Su questo aspetto la sorta di mini guida pubblicata sul Canadian Medical Assiociation Journal pone l'accento sulla utilità del "social prescribing", ovvero una "serie di interventi con cui mettere in relazione gli anziani soli con la comunità in cui vivono". In altri termini, il reinserimento degli anziani nella rete sociale è il primo passo da compiere per evitare tutti i problemi dati dalla solitudine.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/residenza-santa-chiara-talsano-017.jpg" length="200149" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 18 Jul 2019 14:12:40 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/anziani-a-rischio-salute-a-causa-della-solitudine</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/residenza-santa-chiara-talsano-017.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/residenza-santa-chiara-talsano-017.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tenere bassa la pressione è preventivo contro la demenza</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/tenere-bassa-la-pressione-e-preventivo-contro-la-demenza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Tenere bassa la pressione è preventivo contro la demenza
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/ipertensione_salute_cardiaca.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Secondo una ricerca effettuata da un gruppo di studiosi americani, riuscire a mantenere la pressione sistolica al di sotto di un valore pari ai 120 millimetri d mercurio risulterebbe molto importante per prevenire le demenze.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Mantenere la pressione bassa aiuta a prevenire le demenze
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Secondo una ricerca scientifica che è stata pubblicata sull'importante Journal of American Medical Association e che è stata condotta da un gruppo di studiosi di stanza in un ateneo della Carolina del Sud, riuscire a mantenere una pressione sistolica al di sotto dei 120 millimetri di mercurio sarebbe un fattore molto importante per prevenire l'insorgere di demenze. Stando ai risultati dello studio, mantenere per tre anni consecutivi la pressione sanguigna sotto tale soglia porterebbe degli oggettivi vantaggi non soltanto per quanto concerne le funzionalità cardiache, ma anche per quelle di tipo cerebrale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Come è stato condotto questo importante studio
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I risultati di questo importante studio sono stati ricavati attraverso l'osservazione di circa 9400 persone, tutte residenti tra gli Stati Uniti d'America e Portorico e la cui età era superiore ai 50 anni e tutti accomunati da problemi di ipertensione, non sfociati però in patologie quali diabete e ictus. I ricercatori impegnati nello studio hanno diviso i volontari che hanno dato il proprio contributo a questa ricerca in due gruppi: quelli inseriti nel primo gruppo hanno dovuto mantenere la pressione sistolica sempre al disotto dei 140 millimetri di mercurio, un valore quindi standard, mentre a quelli inseriti nel secondo gruppo è stato richiesto di mantenerla al di sotto dei 120. Lo studio ha avuto una durata abbastanza lunga, essendosi protratto per ben 5 anni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           I risultati finali di questo lungo studio
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Al termine dei cinque anni dello studio i ricercatori hanno raccolto i risultati e hanno potuto appurare come coloro che erano stati inseriti nel secondo gruppo, ovvero quello a cui era stato chiesto di mantenere la pressione sistolica al di sotto dei 120 millimetri d mercurio, risultassero essere molto meno a rischio per quanto concerne la possibilità dell'insorgere non soltanto di patologie di tipo cardiovascolare, ma anche di patologie legate alla demenza cognitiva di tipo lieve dove rientrano tutte quelle problematiche che sono l'anticamera della demenza vera e propria, quella che porta una persona a non essere più in grado di svolgere le normali attività quotidiane. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           I passi successivi a questo importante studio
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I ricercatori che hanno condotto questo studio, illustrandone i risultati, hanno fatto presente come questo sia soltanto un primo passo. In futuro verranno infatti effettuate nuove ricerche, per capire se il mantenimento di una pressione sistolica sotto i 120 millimetri di mercurio per un periodo superiore ai 5 anni potrebbe portare ad un aumento della percentuale di persone che in questo modo possono prevenire l'insorgere di forme di demenza prima di forma lieve e poi più marcata.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/pressione.jpg" length="185058" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 12 Jul 2019 15:36:02 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/tenere-bassa-la-pressione-e-preventivo-contro-la-demenza</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/pressione.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/pressione.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cos'è la bambola terapia e perché funziona con l'alzheimer</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/cos-e-la-bambola-terapia-e-perche-funziona-con-l-alzheimer</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Gli anziani tornano bambini?
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/babies-869264_1920.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Spesso diciamo che gli anziani sono come bambini e ciò corrisponde al vero. 
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Invecchiando non soltanto si diviene fragili e bisognosi di protezione, come quando si era piccoli, ma si recuperano atteggiamenti primari che ricordano quelli dell’infanzia. Chi frequenta le case di cura sa che gli anziani spesso, quando hanno bisogno, chiamano la madre, anche se questa li ha ovviamente lasciati da tempo. Tornano piccoli, come dicevamo. Questo regresso è ancora più chiaro negli anziani affetti da forme di demenza che, ancora più degli altri, retrocedono ad uno stato di interazione quasi da lattante. 
          
                    &#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Gli addetti della Casa di cura Santa Chiara, situata in provincia di Taranto, possono testimoniare ciò. I loro degenti colpiti da forme di demenza subiscono una regressione quasi totale e il loro atteggiamento si discosta da quello di un bimbo di pochi mesi soltanto per la mobilità, generalmente assai limitata.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            La pedagogia al servizio dei nonni
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Una delle dimostrazioni più chiare di quanto questa regressione sia reale, consiste nel comprovato successo della tecnica della bambola da accudire data ai malati di Alzheimer e di forme di demenza simili.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Questa tecnica prende spunto da una teoria pedagogica, quando dedicata alla crescita dei più piccoli, e cioè dal lavoro di John Bowlby, psicologo e medico psicoanalista inglese che elaborò la teoria dell'attaccamento. Questa teoria, che è divenuta uno dei pilastri dell'educazione contemporanea, sostiene che l'attaccamento, in tutti i mammiferi, è ciò che costituisce una costante del vivere dalla nascita alla morte. Attaccarsi a qualcuno (o a qualcosa) significa prendersene cura e instaurare un rapporto di affetto e doppia corsia, in cui si dà e si prende. La teoria è molto più complessa ma ciò dovrebbe bastare per comprendere quanto Bowlby avesse visto giusto. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Nelle case di cura, ma anche nelle famiglie dei malati di Alzheimer, sta prendendo sempre più piede la terapia della bambola, che consiste nel fornire al malato un bambolotto e metterlo a sua disposizione. Dopo un primo momento di disinteresse, di solito l'anziano inizia ad interagire con l'oggetto: lo culla, ci parla, lo accarezza e lo porta con sé se viene portato fuori. A tutti gli effetti la bambola diventa "il suo bambino", o forse il suo amico; comunque un rappresentante del genere umano che sente vicino e a cui si affeziona. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Gli effetti della Terapia della bambola
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Sia di giorno che di notte gli anziani malati cercano la bambola e interagiscono con lei ma soprattutto se ne prendono cura: la coprono, l'accarezzano, cercano di nutrirla. La scienza ci dice ormai in modo certo che gli ammalati cui viene offerta questa terapia non soltanto rallentano il progressivo avanzamento della demenza ma, in qualche modo, lo invertono. Senza arrivare alla possibilità di guarigione, che purtroppo queste patologie escludono, si riscontra però un incremento dell'attenzione e, in qualche caso, anche un persistere più prolungato della parola. Non è guarigione, lo ripetiamo con forza, però è una piccola concessione che viene fatta agli ammalati; un rimandare la progressiva e definitiva chiusura in sé stessi e quindi la morte cerebrale. Britt Marie Egedius Jakobsson, la dottoressa svedese che ideò la Doll-therapy nel 1990, l'aveva intuito. Oggi, per fortuna, in molte realtà italiane, come la Casa di Cura Santa Chiara è stata accettata, e dà frutti incoraggianti. Sempre più spesso anche le famiglie, che in un primo tempo spesso la avversavano vedendovi una sorta di denigrazione della malattia mentale, ne comprendono il forte ruolo di sostegno e la adottano volentieri.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/iStock-4897256541.jpg" length="146201" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 12 Jul 2019 15:36:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/cos-e-la-bambola-terapia-e-perche-funziona-con-l-alzheimer</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/iStock-4897256541.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/iStock-4897256541.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Invecchiare bene grazie ad una vita sociale attiva</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/invecchiare-bene-grazie-ad-una-vita-sociale-attiva</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Invecchiare bene grazie ad una vita sociale attiva 
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/residenza-santa-chiara-talsano-026.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Una volta entrati nella terza età, riuscire a socializzare con altre persone potrebbe risultare molto importante per fare in modo di affrontare meglio questo periodo della vita da un punto di vista fisico, psicologico e mentale. A rivelarlo è uno studio condotto da alcuni ricercatori americani.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           La qualità della vita nella terza età migliora con una vita sociale attiva
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La terza età è uno dei momenti psicologicamente più complessi nella vita di qualsiasi persona e riuscire ad affrontarlo al meglio è molto importante. Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori americani dell'Università di Austin, in Texas, riuscire a socializzare in maniera continuativa con altre persone risulterebbe decisamente fruttuoso per quanto concerne il benessere mentale. Lo studio è stato pubblicato su una importante rivista di settore, ovvero il Journals of Gerontology Series B: Psychological Sciences and Social Sciences. Stando ai risultati della ricerca, le persone che si trovano nella terza età e che hanno rapporti sociali con familiari, conoscenti o anche semplicemente con estranei, hanno dei vantaggi per quel che riguarda il benessere mentale. Questo dipenderebbe dal fatto che socializzando con diverse persone, avrebbero la possibilità di approcciarsi a questa parte della vita in modo positivo e meno malinconico, riuscendo a ridurre i momenti in cui a farla da padrona sono i sentimenti di natura negativa.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Come è stata condotta la ricerca?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La studio ha coinvolto circa 300 persone, le cui caratteristiche peculiari erano quelle di vivere nella città texana e di avere già compiuto i 65 anni di età. I ricercatori dell'ateneo americano hanno chiesto a tutti i partecipanti allo studio di mettere per iscritto in maniera dettagliata le attività svolte nell'arco della quotidianità e le relazioni di natura interpersonali avute nel corso di ogni giornata. Inoltre è stato chiesto ai partecipanti di indossare un dispositivo elettronico attraverso cui i ricercatori hanno potuto, a distanza, estrapolare dei dati relativi all'attività fisica svolta da tutti i partecipanti allo studio. I risultati dello studio hanno fatto emergere come le persone che nel corso dello studio hanno interagito con altre persone, hanno aumentato contemporaneamente il periodo di tempo trascorso in movimento e fuori dalle mura domestiche.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Cosa suggeriscono i risultati dello studio?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quali sono quini le conclusioni a cui è arrivato lo studio condotto dai ricercatori dell'Università di Austin? Secondo il gruppo di studiosi, questa ricerca ha reso palese il fatto che avere dei rapporti interpersonali con altre persone, non soltanto appartenenti alla cerchia di parenti più stretta, risulta avere degli effetti positivi sullo stato di salute delle persone che hanno superato i 65 anni di età e che sono quindi entrati nella terza età. Questo significa che anche chi si trova a vivere in case di riposo deve cercare di mantenere dei rapporti interpersonali quotidiani. In questo la Casa di riposo per anziani Santa Chiara offre una struttura e dei servizi che agevolano il raggiungimento di tale obiettivo. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Detto questo, l'impatto positivo di una vita sociale più attiva si va a concretizzare in una maggiore voglia di essere fisicamente attivi e vivere una quotidianità meno sedentaria. Inoltre vi sarebbero anche vantaggi di natura psicologica, quali il provare in maniera più sporadica dei sentimenti di tipo negativo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In conclusione questa ricerca rende chiaro come chiunque si trovi a vivere il periodo della terza età deve cercare di avere una vita sociale attiva per poter vivere meglio e invecchiare meglio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/residenza-santa-chiara-talsano-026.jpg" length="569470" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 12 Jul 2019 15:35:59 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/invecchiare-bene-grazie-ad-una-vita-sociale-attiva</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/residenza-santa-chiara-talsano-026.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/residenza-santa-chiara-talsano-026.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Trattare il calo dell'udito per il benessere emotivo nella terza età</title>
      <link>https://www.santachiaratalsano.it/trattare-il-calo-dell-udito-per-il-benessere-emotivo-nella-terza-eta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
         L'udito è un bene prezioso
        
                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/test-gratuito-udito-centro-medico-san-michele.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Chiunque lavori con gli anziani o comunque se ne prende cura, sa bene che uno dei problemi più invalidanti e diffusi è il calo dell'udito. Ciò che per noi rappresenta un fastidio perché siamo costretti a ripetere più volte le stesse frasi e talvolta addirittura ad alzare la voce per farci capire, per l'anziano rappresenta una limitazione della massima importanza perché lo isola dal mondo, lo fa sentire sempre più estraneo e spesso lo spinge a chiudersi in se stesso diminuendo progressivamente l'interazione con figli, nipoti e conoscenti.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il calo dell'udito è sempre stato vissuto come uno stigma perché collegato all'idea di vecchiaia; per questo molti anziani fingono di essere semplicemente disinteressati o evitano i luoghi pubblici per non esporsi. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           L'incidenza del problema
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Secondo le statistiche, il problema di indebolimento progressivo dell'udito riguarda in Italia il 20% della popolazione da 64 anni in poi, ossia una percentuale obiettivamente alta. Il tema è talmente sensibile che è stata istituita, per il 3 marzo di ogni anno la Giornata mondiale dell'udito. In occasione dell'ultima giornata l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noti i risultati di alcune ricerche secondo cui, se presa per tempo, la patologia può diminuire o arrestarsi nella metà dei casi. Il tema dell'ultima Giornata Mondiale è stato: "Check your hearing - Controlla il tuo udito", per sensibilizzare la popolazione sulla necessità di prevenire o fermare l'avanzare della presbiacutia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In Italia il problema è diffuso in tutto il territorio nazionale, in uguale misura tra uomini e donne. Le differenze emergono tra settentrione e meridione: al sud la percentuale di ultra 64enni con deficit dell'udito interessa il 24% della popolazione contro il 16% del nord; sempre al sud è molto meno diffuso l'uso dell'apparecchio acustico. Gli anziani con problemi di udito sembrano arresi all'evidenza dei fatti, soprattutto laddove vi siano difficoltà economiche che ostacolano l'ipotesi di acquisto di apparecchi acustici.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sempre l'Organizzazione Mondiale della Sanità informa che esistono poche e semplici regole per cercare di arginare la diminuzione dell'udito e procrastinare l'utilizzo di apparecchiature. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;ul&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        
                        
            La prima indicazione è di monitorare, dai 50 anni in poi, l'udito per fermare, laddove sia possibile, piccole patologie che potrebbero degenerare.
           
                      &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        
                        
            Evitare l'utilizzo di cuffie e auricolari che possono stressare il timpano e renderlo più fragile.
           
                      &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        
                        
            Evitare rumori eccessivi, musica ad alto volume e inquinamento acustico. Questa indicazione dovrebbe essere seguita sin dalla più giovane età ma difficilmente si riesce a spingere i nostri ragazzi a prestare attenzione a ciò che fanno in funzione di quando saranno anziani.
           
                      &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        
                        
            Fondamentale, per la prevenzione delle problematiche uditive, è creare momenti di relax uditivo ogni giorno, ovvero piacevoli oasi di silenzio in cui l'orecchio possa riposarsi.
           
                      &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;/ul&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Alla Casa di Cura Santa Chaira il monitoraggio generale dei degenti viene condotto in modo continuativo e il personale medico e paramedico cerca, per quanto possibile, di arginare il progresso delle patologie.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Il fatto che gli anziani, al Santa Chiara, vengano sempre controllati e monitorati garantisce un sostegno fattivo ed efficiente contro tali, degenerative, patologie. L'auspicio è che in ogni struttura vengano seguite queste buone pratiche, per garantire ai nostri cari una vecchiaia più serena ed allegra.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/test-gratuito-udito-centro-medico-san-michele.jpg" length="36640" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 12 Jul 2019 15:35:58 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.santachiaratalsano.it/trattare-il-calo-dell-udito-per-il-benessere-emotivo-nella-terza-eta</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/test-gratuito-udito-centro-medico-san-michele.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/e055da03/dms3rep/multi/test-gratuito-udito-centro-medico-san-michele.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
  </channel>
</rss>
